Un vademecum sulla Sinistra Europea

Il Partito della Sinistra Europea è molto giovane, ha appena 10 anni, essendo stato fondato nel 2004, con un congresso tenutosi a Roma. Attualmente comprende 26 partiti membri: comunisti, socialisti, rosso-verdi e altri partiti democratici di sinistra. Ci si può iscrivere anche individualmente sulla base dell’art. 6 dello Statuto ed è possibile creare gruppi nazionali di membri individuali. La premessa fondamentale è la condivisione dei principi del Manifesto e il rispetto dello Statuto. Ciò che accomuna i partiti aderenti è una visione alternativa dell’Europa in chiave antiliberista.

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Tra le attività del Partito della Sinistra Europea c’è l’organizzazione delle Università Estive che si tengono annualmente dal 2008. Ai lavori della Università delle SE partecipano i membri del Partito e dei movimenti sociali che si riuniscono per discutere di attività politica e sociale. Ogni Università estiva è dedicata a un tema specifico che mira a incoraggiare lo scambio di informazioni e di esperienze vissute nei diversi paesi europei, per la creazione di un’Europa alternativa. A quella del 2012, tenutasi in Grecia, erano presenti anche i rappresentanti di Transform! Europe, una rete di 27 organizzazioni europee attiva nel campo dell’educazione politica e dell’analisi scientifico critica.

Si è tenuto a Dicembre 2013 il 4° Congresso della Sinistra Europea, al termine del quale è stata decisa a larga maggioranza la candidatura di Alexis Tsipras alla Presidenza della Commissione Europea. Il documento finale uscito dal congresso si intitola “Uniti per un’alternativa di sinistra in Europa”. La prima parte è dedicata alla descrizione della crisi che scuote l’Europa, rispetto alla quale l’unica risposta della forze che ne sono peraltro responsabili è l’austerità. Dal 2008 la crisi è diventata l’occasione per accelerare con brutalità un processo di ristrutturazione sociale ed economica. Ma la crisi, essendo sistemica, non è solo europea, bensì mondiale, da qui la necessità, sottolineata dal Documento, di dialogare con le forze progressiste del mondo intero su una visione alternativa. Con chi si deve dialogare?

  • Con l’America Latina, in particolare con i partiti e le organizzazioni che fanno parte del Foro di Sao Paolo

  • Con i paesi non europei che si affacciano sul Mediterraneo. In particolare con le forze progressiste tunisine, egiziane, ecc.

  • Con i partiti progressisti africani

  • Con i partiti progressisti dei BRICS

Il paesaggio politico europeo è dominato dalle forze neo-liberiste. Crescono anche le forze populiste xenofobe, a volte apertamente fasciste e neonaziste. Come si deve porre in questo contesto il Partito della Sinistra Europea? Come spostare il consenso? I cittadini, gli elettori possono cambiare opinione solo se la SE tesse dei legami nelle lotte dei lavoratori e dei senza lavoro, se lavora fianco a fianco con i movimenti antifascisti e antirazzisti, se ha l’ambizione di costruire un fronte europeo politico e sociale contro l’austerità per un’alternativa di sinistra.

I partiti membri della SE si impegnano nei loro paesi e a livello europeo a combattere le politiche di austerità e, nel caso in cui vadano al governo, a

Riguardo all’Euro la SE ritiene che l’uscita da questo sistema non porterebbe automaticamente a politiche più progressiste. Non risolverebbe infatti due problemi principali:

  • il ruolo dei mercati finanziari

  • i poteri del grande capitale

Rischierebbe inoltre di accrescere la concorrenza tra i popoli e di fare esplodere i debiti degli Stati attraverso la pratica della svalutazione competitiva.

Ciò di cui abbiamo bisogno invece è trasformare gli strumenti esistenti attualmente al servizio delle banche e dell’alta finanza in strumenti di cooperazione al servizio dei popoli. A questo punto il documento individua tutta una serie di interventi da attuare a breve, a medio e lungo termine. Ne citeremo alcuni da attuare nell’immediato, facendo riferimento alle ultime interviste rilasciate da Alexis Tsipras alla stampa estera, in particolare quelle rilasciate al New York Times, al Guardian e a Le Monde.

  • Abolizione immediata del Memorandum per i paesi che lo hanno firmato

  • Banca Centrale Europea pubblica con la possibilità di concedere prestiti non solo alle banche ma anche agli Stati per attivare interventi pubblici in settori strategici come scuola, sanità, trasporti, energia, perché siano tolti alla speculazione.

  • Legge Europea che separi l’attività delle banche commerciali da quella delle banche di investimento (banche d’affari). Proibire i prodotti finanziari tossici e i paradisi fiscali sul suolo europeo

  • Questione morale e lotta alla corruzione

  • Conferenza europea sul debito sul modello di quella che si tenne nel 1953 a Londra per il debito della Germania

  • Abolizione della parte di debito insostenibile per i paesi sovra-indebitati. Revisione delle scadenze per il debito rimanente e delle condizioni di rimborso con l’introduzione della “clausola di crescita”.

  • Sostegno ai movimenti antifascisti e antirazzisti.

  • Redistribuzione del reddito ai subalterni.

La SE dà molta importanza alle elezioni europee del 2014. Il Parlamento è attualmente dominato dalle forze neoliberiste. C’è urgente bisogno di un cambiamento e questo si può fare rafforzando la presenza della sinistra. Il GUE-NGL è l’unico gruppo parlamentare ad avere votato contro il pareggio di bilancio ed è l’unico ad essere portatore di una proposta alternativa. Durante questa campagna elettorale l’ambizione è quella di unire in coalizione tutte le forze che si oppongono all’austerità attraverso la creazione di liste unitarie.

Articolo di Maria Luisa Piras sul sito di Enrico Lobina

 

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