La grande corruzione delle “Grandi Opere”

Sinistra Anticapitalista

di Antonio Moscato (da Movimento Operaio)

Ogni volta che un settore della magistratura e della Guardia di Finanza formalizza un’inchiesta su alcune delle gigantesche ruberie che hanno accompagnato da sempre le Grandi Opere, e che erano state denunciate infinite volte da minoranze coraggiose inascoltate (e spesso demonizzate), parte un coro garantista, con un uso inflazionato dell’aggettivo “presunto”, che insinua preventivamente che la denuncia sia frutto di un abbaglio, se non di un pregiudizio ostile. Vale per tutti i reati commessi da potenti, sul piano politico o economico. Solo per i “terroristi” della Val di Susa non si parla mai di “presunti”.

Ma soprattutto parte un coro che ripete: “bisogna punire i corrotti, ma non si deve rinunciare alle Grandi Opere, che servono alla crescita dell’Italia”. Una proposta mistificante, che ignora le molte ragioni che rendono indissolubili i legami delle Grandi Opere (quasi sempre inutili, sempre costose e spesso dannose)…

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