La lotta di classe dei ricchi contro i poveri

Si lavora come sem­pre tanto, ma si viene pagati sem­pre di meno, e non si rispar­mia nulla. In que­sta cor­nice è esplosa la povertà.

Austerità. Presentato ieri a Roma il XII rapporto sui diritti globali: «La crisi è il prodotto di scelte politiche precise». «È una catastrofe umanitaria, non solo economica. Pochi sembrano averla compresa». Luigi Manconi: «La violenza della crisi ha reso esigibili i diritti civili, sociali ed economici che la sinistra finora ha tenuto separati»

09desk1f01apertura-Il paese della ric­chezza pri­vata e della povertà pub­blica. È il ritratto dell’Italia che emerge dal Rap­porto sui diritti glo­bali giunto alla dodi­ce­sima edi­zione e pre­sen­tato ieri a Roma nella sede nazio­nale della Cgil. Il rap­porto «Dopo la crisi, la crisi» (Ediesse), curato da Ser­gio Segio, con pre­fa­zioni di Susanna Camusso e don Luigi Ciotti, e stato pro­mosso dalla Cgil insieme a un car­tello di asso­cia­zioni com­po­sto da Anti­gone, Arci, Cnca, Gruppo Abele, Legam­biente e Fon­da­zione Basso.

Dove sono finiti i soldi?

«Non si parla mai della ric­chezza esi­stente, ma della povertà pro­dotta dalla crisi – ha detto Danilo Barbi della segre­te­ria Cgil – In Ita­lia…

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