L’Unità, fondata da Gramsci, affondata da Renzi

Da Il Simplicissimus

Forse è vero, anzi speriamo che l’Unità non sia morta, che possa, come è già accaduto due volte, risorgere dalla ceneri. A patto però che si abbia la consapevolezza che quelle ceneri sono state create dal triste falò in cui si sono bruciate irrimediabilmente speranze e idee, storia e progetti.

Il simplicissimus

Primo numero de L'UnitàPer mia disgrazia conosco bene gli avvoltoi e i frombolieri di cazzate che volano in cerchio attorno alla chiusura di un giornale, ricordo a memoria le parole di solidarietà pelosa, le promesse di aiuto, i vedremo, le sceneggiate di chi ti ha pugnalato alle spalle e che finge di piangere sulla fine di una voce “indispensabile” per l’informazione. Tutte terribili ritualità che in questo momento fanno da contrasto, nella mia personale esperienza con i ricordi di Alfredo Schiavi, di quando in gioventù andava a distribuire i giornali nella Torino operaia assieme a un dirigente di nome Berlinguer.

Ma quel mondo è scomparso da un bel pezzo. E il declino in edicola dell’Unità è cominciato con la privatizzazione della testata che ha fatto del giornale fondato da Antonio Gramsci, una sorta di Minotauro: ancora quotidiano di partito e dunque con l’obbligo di fedeltà rispetto ad esso, con tutto il carico di noia e di ipocrisia…

View original post 478 altre parole

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Reblog e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...