2 agosto: se i ragazzi pensano che la bomba l’ha messa le Br

Alle deboli e fragili forze della società civile, e alle minoritarie forze della sinistra in Italia spetta oggi questa ennesima enorme sfida culturale: far riscoprire quello che fu il passato collettivo, per evitare un futuro peggiore del presente, che, si dirà, già non è un granché

tsiprastn

Chi controlla il passato, controlla il futuro. Ce ne siamo accorti ieri, 34 esima anno dallo scoppio della bomba alla stazione dei treni di Bologna, macabro anniversario della strage più sanguinosa della storia repubblicana. La strage di matrice fascista, nelle interviste a ignari (ignavi?) giovani bolognesi si trasforma, e diventa un strage delle Br: “perché mi pare che i terroristi fossero delle Br”.

Al netto dell’errore formale e della buona dose di pubblica banalità perbenista e ipocrita secondo cui indipendentemente da chi l’ha messa, la bomba ha comunque fatto male, rimangono almeno due ordini di problemi: uno politico e sociale, l’altro civico.

Ma prima, urgono due parole per distinguere il terrorismo nero dal terrorismo rosso. Il terrorismo nero, che per tutto il dopoguerra si è macchiato di stragi efferate in stretta collaborazione con parti “deviate” dei servizi segreti – cioè con parti stesse delle Istituzioni – non ha nulla…

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