Il ministro dell’Esterno (Marco Travaglio).

Un ritratto di Angelino Alfano ricordando Fortebraccio, la mitica penna de l’Unità. Articolo di Marco Travaglio. Da Il Fatto Quotidiano del 14/08/2014.

Triskel182

Baraldi

Poco più di 25 anni fa –29 giugno 1989- moriva Mario Melloni, alias Fortebraccio, ferocissimo corsivista dell’Unità. E non ci è mai mancato come in questi ultimi giorni di cronache estive così vuote di contenuti da lasciare spazio persino ad Angelino Alfano. Gli sarebbe piaciuto, Angelino Jolie. Per trovare un simile concentrato di niente, un tale cervello sottovuoto-spinto, Fortebraccio era costretto ad assemblare le cervici di decine di politici democristiani e socialdemocratici: oggi Alfano gli semplificherebbe il lavoro. Da solo, fa contemporaneamente le veci di tutti i principali bersagli della sua satira. Tanassi, “uomo dalla fronte inutilmente spaziosa”. Ma non solo: “Una grossa auto blu si fermò davanti a palazzo Chigi. L’autista corse a spalancare la porta posteriore destra. Non ne scese nessuno. Era Nicolazzi”. E pure Cariglia: “Si vanta, giustamente, di essere ‘venuto su dal nulla’ e quando parla lo fa per dimostrare che c’è rimasto”. Ecco, sostituite il…

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