Archivio mensile:settembre 2014

JOBS ACT: È L’ORA DELLA MOBILITAZIONE

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Il premier Renzi ha superato un’altra tappa nella sua impresa di definitiva metamorfosi del Paese secondo le ricette dell’austerity neo liberista.

Per questo la difesa dell’articolo 18 deve andare oltre se stessa, allargare linguaggio e intenzioni, se non vuole ridursi soltanto a una testimonianza e sviluppare la forza di affermare un’idea dei diritti all’altezza dei problemi dell’oggi. Parlare a tutto il lavoro, quello che c’è e quello che non c’è: questa è la sfida..

La direzione del Pd del 29 settembre rappresenta un passaggio forse conclusivo del lungo processo di accettazione -nei fatti e nel discorso pubblico – da parte del Pd del pensiero unico neo liberista in salsa blairiana, come nuova regola economica e sociale del mondo. Non a caso Renzi sostiene la Commissione Europea di Juncker e Katainen che ha come programma la continuazione della austerità e delle politiche liberiste. Il Jobs Act, promosso politicamente in quella sede…

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La Troika e il deficiente

Lui pensa che l’arte della politica si riduca a un battibecco su twitter, un trucco da saltimbanco, un gioco di specchi deformanti.
Se non si trova il modo di fermarlo, il mentecatto svenderà le nostre vite e ci ridurrà a servi del mercato.

Il Blog Di Giuseppe Aragno

download«Perché se non lo capiamo noi, ce lo spiega Bruxelles!»…
Solo un cretino totalmente incapace e innamorato di se stesso  avrebbe avuto il coraggio di spiegare così il motivo per cui attacca ferocemente i diritti dei lavoratori. Se quello che ha detto è vero – e come si fa a dubitarne? – il demente ha pubblicamente riconosciuto di non contare nulla, ha ammesso che l’articolo 18 lui lo cancella per vendere i lavoratori ai padroni come gli hanno ordinato di fare. Stasera sappiamo che in giro c’è un deficiente con un enorme potere; un ebete che pubblicamente dichiara la sua impotenza politica e la sua totale subordinazione al capitale finanziario; un gradasso che, dopo aver minacciato sfracelli e rivoluzioni – «l’Europa la cambio io!» – non si rende nemmeno conto di aver fatto pubblicamente il notaio del suo fallimento politico. Chiunque sentirebbe il bisogno di andarsene a casa…

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VALSUSA: FINALMENTE UNA BUONA NOTIZIA

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Ecco una ottima notizia: il Tribunale Permanente dei Popoli ha ritenuto ammissibile l’esposto presentato dal Controsservatorio Valsusa e da un folto gruppo di amministratori locali in cui veniva denunciata la violazione di diritti fondamentali dei singoli abitanti e della comunità della Valle con riferimento alla progettata costruzione della linea Tav Torino-Lione.
È una importante vittoria e un significativo riconoscimento per il movimento di opposizione al Tav e non solo. Una ragione di più per continuare nell’impegno di questi anni.

Nella risposta pervenuta il 20/09/2014 il Tribunale Permanente dei Popoli ci comunica che ha aperto un procedimento nel quale esaminerà in particolare “le finalità e l’effettività delle procedure di consultazione delle popolazioni coinvolte e l’incidenza sul processo democratico“.
Nella risposta viene altresì segnalato che  «sempre più chiaramente si evidenziano anche nei Paesi cosiddetti “centrali”, situazioni – più volte rilevate nei Paesi del Sud in sessioni del Tribunale per…

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I fascisti preparano la guerra agli immigrati

O capitano! Mio capitano!...

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Ci riprovano a Roma, sabato prossimo, al Porto di Enea di Ostia, in quello che definiscono “un meeting con dibattiti, cena comunitaria e maxiconcerto”. Tema unificante la guerra agli immigrati, sotto il titolo più magniloquente di “Fortezza Europa”, che dovrebbe nel loro cervellino contrapporsi sia “agli Usa che all’Isis”.

L’intento aggressivo è esplicito fin dal manifesto (“autodifesa militante contro l’invasione”, “immigrazione cimitero dei popoli”), e annuncia una stagione di aggressioni razziste nelle – fortunatamente – poche zone dove questi gruppetti hanno sede.

Il “network” si presenta come una ripetizione dell’esperimento chiamato “Base autonoma” e vede confluire il giro di Militia (protagonisti della provocazione concordata con la Digos che è alla base del mandato di cattura contro i compagni Nunzio D’Erme e Marco Bucci), Veneto Fronte Skinheads e Movimento sociale europeo. A far numero ci saranno anche microcircoli dei quartieri “neri” di Roma come Contro-Tempo della zona Nord (fin qui attivi…

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Sinistra 2.0. Come se il vero problema fosse Matteo Renzi… | blog il manifesto


Mat­teo Renzi alla sini­stra non piace. Non sol­tanto alla sini­stra del Pd, ma anche a tutta quella galas­sia varie­gata, fran­tu­mata e deva­stata che in qual­che modo vor­rebbe richia­marsi alla tra­di­zione che per quasi due secoli si è rifatta ai valori dell’uguaglianza e della giu­sti­zia sociale.In com­penso Mat­teo Renzi piace alla destra. Non sol­tanto alla destra del Pd, ma anche a tutto quel mondo che, orfano del pen­ta­par­tito e della prima repub­blica, non si è mai ras­se­gnato all’idea che gli eredi del par­tito comu­ni­sta potes­sero un giorno gover­nare que­sto paese. Piace tal­mente tanto alla destra, che una larga fetta del suo elet­to­rato è stata dispo­sta per­sino a votare a sini­stra, natu­ral­mente dopo essere stata ras­si­cu­rata sul fatto che, gra­zie al rot­ta­ma­tore toscano, il Pd avrebbe but­tato l’acqua sporca (una classe diri­gente fal­li­men­tare o ormai, da tempo, cor­rea) ma anche il bam­bino (la sini­stra stessa e ogni minima par­venza di rife­ri­mento a qual­che sua azione poli­tica degna di que­sto nome)…Continua

Sinistra 2.0. Come se il vero problema fosse Matteo Renzi… | blog il manifesto.

Emilia, elettori in fuga dalle primarie del Pd (David Marceddu).

Da Il Fatto Quotidiano del 29/09/2014.
Appena il 15% delle persone che un anno fa parteciparono alle primarie tra Renzi, Gianni Cuperlo e Pippo Civati sono tornate al voto.

Triskel182

Bonaccini

DELUSI. Vince Bonaccini ma dopo scandali e inchieste crolla l’affluenza: -85% rispetto al 2013.

Emilia, Bonaccini vince a urne vuote.

Alla fine, come previsto, le primarie più tormentate della storia del Partito democratico incoronano Stefano Bonaccini candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra con il 60% dei consensi, contro il 40% del suo sfidante Roberto Balzani, ex sindaco di Forlì. Eppure, quella del fedelissimo di Matteo Renzi, che nella corsa era appoggiato praticamente da tutte le anime del Pd, è una festa solo a metà. Rovinata da una vittoria non schiacciante contro lo sfidante, e soprattutto da un calo dell’affluenza ai gazebo che da queste parti ha pochi precedenti: appena il 15% delle persone che un anno fa parteciparono alle primarie tra Renzi, Gianni Cuperlo e Pippo Civati sono tornate al voto.  

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Perché l’articolo 18 va difeso

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Tre considerazioni sull’art. 18. Costruire il lavoro “usa e getta” serve ad abbassare i salari (il massimo sarà 900 euro al mese) e, comprimendo i diritti dei singoli, azzererà quelli collettivi, accentuando lo sfruttamento e l’impoverimento

art-18-italia-investitori-esteriLa que­stione dell’abrogazione o man­te­ni­mento dell’art.18 dello Sta­tuto dei Lavo­ra­tori è più che mai al cen­tro della scena poli­tica e ed è quindi dav­vero oppor­tuno dedi­carle tre sin­te­ti­che rifles­sioni su punti di fondo.

La prima rifles­sione riguarda le con­trad­dit­to­rie argo­men­ta­zioni che si sen­tono da parte dato­riale e gover­na­tiva: da una parte si mini­mizza il pro­blema asse­rendo che riguarda una pic­cola mino­ranza di lavo­ra­tori, visto che le sen­tenze di rein­te­gra nel posto di lavoro ai sensi dell’art.18 sono appena 3.000 all’anno, ma dall’altra si afferma che è invece que­stione cen­trale e vitale, per­ché senza abro­ga­zione dell’art.18 non si avrà ripresa né pro­dut­tiva né occupazionale.

Il vero è — rispon­diamo — che l’efficacia e la fun­zione vera dell’art. 18 è quella di pre­ve­nire i licen­zia­menti arbi­trari: pro­prio…

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