Ma la fronda cresce: “110 pronti a votare no” E torna lo spettro scissione (GOFFREDO DE MARCHIS).

«Se Renzi pensa di andare alle urne sulla riforma del lavoro credo che troverà una nuova forza di sinistra in campo — dice Pippo CIvati —. È uno choc, lo capisco. Ma il fantasma della scissione aleggia e non solo dalle mie parti». Stefano Fassina aiuta a capire qual è la strada che sta imboccando il Pd. Ed è una strada che a un certo punto si divide in due.

Triskel182

PD
ROMA -La minoranza del Pd ha letto la mail di Renzi come una dichiarazione di guerra. «Dica quello che crede. Su questo piano io non mi ci metto», sibila Pier Luigi Bersani in una versione insolita: è furioso. Il modo – un messaggio agli iscritti del Pd per additare i compagni di partito come nemici del partito e del Paese, le parole durissime contro «la vecchia guardia» che ha preso il 25 per cento e ora vorrebbe riconquistare il Pd sono il «piano» che ha offeso non solo Bersani ma tutto il blocco di opposizione al Jobs Act. È già cominciata la conta, antipasto della battaglia. Fra deputati e senatori la componente bersaniana unita alle altre anti-Renzi, può contare all’incirca su 110 dissidenti. Martedì si riuniranno, dopo il vertice che vedrà allo stesso tavolo Fassina, Cuperlo, Bindi, Civati. L’ex sfidante delle primarie pronuncia chiaramente la parola che altri non vogliono…

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