Perché l’articolo 18 va difeso

Tre considerazioni sull’art. 18. Costruire il lavoro “usa e getta” serve ad abbassare i salari (il massimo sarà 900 euro al mese) e, comprimendo i diritti dei singoli, azzererà quelli collettivi, accentuando lo sfruttamento e l’impoverimento

art-18-italia-investitori-esteriLa que­stione dell’abrogazione o man­te­ni­mento dell’art.18 dello Sta­tuto dei Lavo­ra­tori è più che mai al cen­tro della scena poli­tica e ed è quindi dav­vero oppor­tuno dedi­carle tre sin­te­ti­che rifles­sioni su punti di fondo.

La prima rifles­sione riguarda le con­trad­dit­to­rie argo­men­ta­zioni che si sen­tono da parte dato­riale e gover­na­tiva: da una parte si mini­mizza il pro­blema asse­rendo che riguarda una pic­cola mino­ranza di lavo­ra­tori, visto che le sen­tenze di rein­te­gra nel posto di lavoro ai sensi dell’art.18 sono appena 3.000 all’anno, ma dall’altra si afferma che è invece que­stione cen­trale e vitale, per­ché senza abro­ga­zione dell’art.18 non si avrà ripresa né pro­dut­tiva né occupazionale.

Il vero è — rispon­diamo — che l’efficacia e la fun­zione vera dell’art. 18 è quella di pre­ve­nire i licen­zia­menti arbi­trari: pro­prio…

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