I reparti confino del nuovo millennio

O capitano! Mio capitano!...

arbeit-mach-fiat

Un un reportage uscito sull’ultimo numero dell’Internazionale Alessandro Leogrande ci racconta una storia che pensavamo seppellita nel passato della lotta di classe. In realtà i padroni, che la guerra per l’asservimento dei lavoratori la combattono e la vincono da trent’anni, nonostante l’aura di modernità con cui ama ammantarsi il capitalismo, certi attrezzi, ferocemente desueti, non li hanno mai messi in soffitta.
Il reparto confino è il luogo dove vengono “relegati i dipendenti ritenuti ‘facinorosi’, ‘ingovernabili’, ‘ingestibili’. Hanno la forma di palazzine non ristrutturate, o di spogli magazzini, o di uffici fino ad allora disadorni e che tali rimangono.
Ai lavoratori “confinati” non è chiesto di produrre, ma di passare le giornate senza fare niente, guardando il soffitto o girandosi i pollici, fino a quando quel lento, prolungato stato di inazione non diventa una forma estrema di violenza contro la propria mente e il proprio corpo. Il confinato vive in una…

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