I mille volti dello sciopero sociale

Quinto Stato. «Metropolitano», «di genere», «migrante», «online», «per la cultura e la scuola». Da Milano a Napoli, da Roma a Torino, passando per Pisa, Bologna e Venezia cortei, blocchi e sit-in: venticinque città contro il Jobs ActL’ambizione dello scio­pero sociale, orga­niz­zato oggi in ven­ti­cin­que città dai sin­da­cati di base (Cobas, Usb Cub e Adl Cobas), dai cen­tri sociali, dagli stu­denti (Rete della Cono­scenza) e da asso­cia­zioni del lavoro pre­ca­rio o a par­tita Iva è rap­pre­sen­tare tutte le sfu­ma­ture della sotto-occupazione, dei sotto-salari, del lavoro povero, volon­ta­rio e ser­vile esi­stenti in Ita­lia. Secondo i pro­mo­tori, que­sta con­di­zione verrà dra­sti­ca­mente peg­gio­rata dal Jobs Act in discus­sione in par­la­mento, con l’abolizione dell’articolo 18 per i neo-assunti e l’introduzione del «con­tratto a tutele cre­scenti» che sospende i diritti dei lavo­ra­tori per un lungo periodo a discre­zione dell’impresa.La piat­ta­forma richiede l’abolizione dei 46 con­tratti pre­cari della legge 30; la crea­zione di un sala­rio minimo euro­peo da 10 euro e un red­dito di base uni­ver­sale finan­zia­bile con la…

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