“Una coalizione possibile” di Marco Bascetta

La gior­nata di ieri, 14 novem­bre, ci ha fatto regi­strare un evento che i gover­nanti faranno bene a valu­tare seria­mente: la rot­tura di quella pace sociale sem­pre più fon­data sulla ras­se­gna­zione e sull’impotenza, sem­pre meno sulla sod­di­sfa­zione dei biso­gni e la soli­dità dei diritti, di cui il par­tito della Restau­ra­zione “nuo­vi­sta” si ali­menta. Que­sto cam­bio di mar­cia, que­sta acce­le­ra­zione non ha copy­right. Non quello dei metal­mec­ca­nici che hanno messo in campo la loro pur cospi­cua forza, non quello di una Cgil che si dispone allo scio­pero gene­rale, né quello dei sin­da­cati di base, dei movi­menti, dei pre­cari, degli stu­denti o degli innu­me­re­voli esclusi dal lavoro cer­ti­fi­cato e retri­buito come tale. Il suc­cesso di que­sta gior­nata di lotta, che ha attra­ver­sato rumo­ro­sa­mente decine di città ita­liane, appar­tiene a una “coa­li­zione” pos­si­bile, non intesa come som­ma­to­ria di diversi inte­ressi cate­go­riali e sociali, ma come intel­li­genza, pie­na­mente poli­tica, della neces­sità di scon­trarsi con il modello neo­li­be­ri­sta e con i dispo­si­tivi sem­pre più acca­niti di estra­zione di valore e di risorse da una coo­pe­ra­zione sociale che si estende dal lavoro dipen­dente a un mul­ti­verso di atti­vità senza nome e senza reddito.

Da Una coalizione possibile – ilmanifesto.info

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