Si scalda l’alternativa a sinistra in Spagna

di Jacopo Rosatelli, il manifesto – È appena pas­sato un fine set­ti­mana cru­ciale per la sini­stra spa­gnola. Sabato è stato il grande giorno di Pode­mos, la nuova for­ma­zione che sta rivo­lu­zio­nando il pano­rama poli­tico ibe­rico: in un’affollatissima assem­blea a Madrid (pre­sente anche Ale­xis Tsi­pras) si è uffi­cial­mente san­cita la sua tra­sfor­ma­zione in un par­tito «vero», gui­dato ovvia­mente dal cari­sma­tico 36enne Pablo Igle­sias, eletto segre­ta­rio a lar­ghis­sima mag­gio­ranza. E dome­nica è stata la volta di Izquierda unida (Iu), la fede­ra­zione di cui è parte il Pce: i suoi orga­ni­smi hanno deciso che a feb­braio si ter­ranno pri­ma­rie aperte a iscritti e sim­pa­tiz­zanti per sce­gliere chi la gui­derà alle pros­sime poli­ti­che, pre­vi­ste fra un anno. Ma la vera noti­zia è che il coor­di­na­tore di Iu, Cayo Lara, ha annun­ciato tra le lacrime che non sarà della par­tita: via libera, dun­que, al 30enne Alberto Gar­zón, ormai non più sol­tanto «astro nascente» del movimento.Il passo indie­tro di Lara (62 anni) è un segnale chiaro. Iu è in affanno e…

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