Archivio mensile:dicembre 2014

Grecia: i mercati non sono onnipotenti

Sinistra Anticapitalista

Pubblichiamo l’intervista a Panagiotis Lafazanis, deputato di Syriza, nonché uno dei due leader del gruppo parlamentare della formazione della sinistra radicale greca. Lafazanis è  il principale portavoce della “tendenza di sinistra” di Syriza,che raccoglie Dea – La Sinistra Operaia Internazionalista – e Kokkino, che si è fuso di recente. Queste forzo sono raggruppate nella “piattaforma di sinistra” che, all’ultimo congresso di Syriza, rappresentava circa il 35% dei delegati. L’intervista pubblicata da A l’encontre è uscita il 17 dicembre 2014 nel bimestrale di Dea, La Sinistra operaia, poco prima cioè chee il presidente Karolos Papulias, che doveva essere sostituito dal candidato di Samaras, l’ex commissiorio europeo Stavros SImas, non è riuscito a raggiungere i 180 voti necessari, dopo tre successive votazioni dei parlamentari; ora quindi si dovrà andare a nuove elezioni politiche.  Seguiremo con attenzione la campagna elettorale greca che la borghesia europea ha cercato in ogni modo di ostacolare, timorosa…

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“Basta sacrifici e meno debito” Tsipras fa sognare gli elettori

Triskel182

TsiprasATENE – «Oggi è una giornata storica. Il futuro è iniziato e grazie al voto dei greci presto manderemo in archivio la parola austerità». Cinque anni fa Alexis Tsipras militava in un partito che raccattava a stento il 4,9% dei consensi. Oggi la sinistra di Syriza è in testa a tutti i sondaggi con 3-6 punti di vantaggio su Nea Demokratia il centrodestra del premier Antonis Samaras. E il 40enne che vuole rivoltare l’Europa come un calzino ha lanciato ieri sera in un bagno di folla al teatro Keramikos il programma elettorale e le parole d’ordine che potrebbero cambiare davvero la storia della Grecia e del Vecchio continente.
«L’Europa deve mettersi in testa una cosa. Quello che conta in democrazia è il voto. E il futuro del mio paese lo decideranno i miei concittadini e non i falchi dell’euro », ha esordito. Compito dei greci è scegliere «tra nuovi tagli e…

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IL SINDACO “MARPIONE”. GIGGINO PRONTO A COLPIRE MENTRE SALTANO LE PRIMARIE DEL PD

#Napoli laboratorio della #Sinistra.

Bebop Blog

De magistris si lancia a capofitto, con la consueta spregiudicatezza, nella bagarre che si è accesa per conquistare lo spazio di rappresentanza radicale e massimalista che il Pd di Renzi sta lasciando alla sua sinistra. Gioca la sua partita, com’è giusto che sia, con il chiaro intento di garantirsi un futuro prossimo venturo nell’agone politico che conta (di nuovo sindaco o uno scranno in parlamento), visto che con il suo vecchio mestiere di magistrato ha chiuso da tempo. E ancora una volta sta dimostrando di avere spiccate doti di visione politica e capacità comunicative fuori dall’ordinario. A questo proposito, basta per tutte, il modo con il quale ha gestito la fase della sospensione dalla carica di primo cittadino, inventandosi la categoria mai vista del “sindaco di strada”, che ha suscitato più di un’ilarità e tanti imbarazzi. Così ha capito per tempo che il suo nemico è il presidente del Consiglio…

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Economia: GLI SCHIAVI “FATTI IN CASA”

” L’obiettivo è “il precariato per tutti”, per alimentare insicurezza, paure e difendersi con il ricatto da qualsiasi tipo di protesta e di ribellione. Applicano la legge della sopravvivenza, alla quale nessuno si può sottrarre. “

Good Morning Magazine

ciuL’opinione di Ciuenlai

Questa storia dell’esclusione dei dipendenti pubblici dal Job – Act non è né una dimenticanza, né una scelta di campo, né un retaggio del passato, né la difesa della “politica” di un antico privilegio. E’, invece, un altro tassello della strategia della divisione tra lavoratori e tra poveri. Si cerca di accreditare agli occhi dei “privati”, un privilegio per i “pubblici”, sviando il problema della riduzione generale dei diritti, mettendo in piazza dei “responsabili” inconsapevoli e innocenti e, aprendo le porte ad una ulteriore azione contro i lavoratori pubblici che subiranno, tra qualche anno, forse tra qualche mese, la stessa sorte di quelli privati. Gli diranno “Muti che voi non siete come quelli dell’Ast o dell’Ilva”. E invece, come dimostra la vicenda delle Province, che sono la prova generale di questo

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Tutte le domande alle quali RE GIORGIO non ha mai risposto (Marco Travaglio).

Triskel182

Le domande

Signor Presidente, quando uno dei suoi migliori predecessori, Sandro Pertini, fu eletto capo dello Stato nel 1978, Indro Montanelli gli inviò il seguente telegramma: “Che Dio le conceda il coraggio, Presidente, di fare le cose che si possono e si debbono fare; l’umiltà di rinunziare a quelle che si possono ma non si debbono, e a quelle che si debbono ma non si possono fare; e la saggezza di distinguere sempre le une dalle altre”. È un vero peccato che Montanelli, essendo scomparso nel 2001, non abbia potuto inviarlo anche a lei quando fu eletto nel 2006 e rieletto nel 2013. Le sarebbe senz’altro servito a evitare un sacco di errori, abusi di potere e deragliamenti dai confini fissati dalla Costituzione, che invece hanno costellato l’intero suo settennato e anche il post-scriptum degli ultimi 20 mesi. Manca lo spazio per riassumerli tutti: li troverà, nel caso in cui le servisse…

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Pareggio di bilancio, una sfida ambiziosa per uscire dal buio

DEMOCRAZIA E LAVORO

Gaetano Azzariti – La proposta di legge d’iniziativa popolare per eliminare il «pareggio di bilancio» è utile a riscoprire la portata rivoluzionaria dei diritti fondamentali.

Pro­viamo ad usare parole di verità. Diciamo quel che ormai tutti pen­sano e nes­suno osa con­fes­sare. Quel che sanno in primo luogo le nostre improv­vi­sate classi diri­genti. Il fiscal com­pact è stato un tra­gico errore. La fretta e la furia con cui s’è voluto dare seguito ad un impe­gno con­tratto con un Trat­tato inter­go­ver­na­tivo, che non impo­neva una modi­fica costi­tu­zio­nale, ma che solo per un eccesso di zelo ha pro­dotto l’introduzione di un iugu­la­to­rio vin­colo costi­tu­zio­nale alla spesa pub­blica, rap­pre­senta un monu­mento alla mio­pia politica.

La con­fes­sione di un’impotenza, che è atte­stata dal per­se­ve­rare in una poli­tica eco­no­mica di stampo neo­li­be­ri­sta la quale rivela oggi tutta la sua incon­si­stenza, inca­pace di affron­tare le que­stioni reali che la più grave crisi eco­no­mica del dopo­guerra pone. Il fal­li­mento è nei fatti. E l’attuale…

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