Confessione (amara) di un uomo di sinistra

giubberosse

E ora che cosa rispondo a chi mi dice: sono tutti uguali, tutti rubano alla stessa maniera? Che cosa rispondo a chi mi ripete che la politica è roba sporca, che tanto destra o sinistra non fanno differenza perché ognuno si fa gli affari propri? Che cosa rispondo ai miei figli ai quali ho insegnato che la sinistra in cui credo si batte per il rispetto degli altri, l’onestà nei comportamenti, il coraggio di stare dalla parte dei più deboli, la tutela del bene comune? Che cosa rispondo a me stesso dopo che per quarant’anni ho pensato che stare da quella parte volesse dire impegnarsi per cambiare il mondo e con il mondo noi stessi e sentirsi sempre dentro una comunità che era attraversata dalla bellezza di fare politica, di pensare agli altri e poi di pensare che tutti insieme forse si può costruire qualcosa di diverso e di nuovo?

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