Renzi sbanca le popolari, meno credito più mercato

DEMOCRAZIA E LAVORO

di Alfonso Gianni, il Manifesto – Dopo quasi venti anni di dibat­tito e vari ten­ta­tivi di pre­ce­denti mag­gio­ranze, il governo Renzi ce l’ha fatta ad affon­dare il colpo sul sistema delle Ban­che popolari.

Per quanto il prov­ve­di­mento riguardi solo le dieci ban­che mag­giori, esso pre­vede l’abolizione del voto capi­ta­rio, ovvero della norma che con­sente che ogni socio abbia a dispo­si­zione un solo voto, indi­pen­den­te­mente dal numero di azioni pos­se­dute. Inol­tre, a quanto si sa, il con­si­glio dei Mini­stri di ieri ha anche dispo­sto la can­cel­la­zione del limite dell’1% per la par­te­ci­pa­zione dei sin­goli soci non­ché l’abrogazione dell’attuale numero minimo (200) degli stessi.

La norma che già stava in un dise­gno di legge sulla con­cor­renza è stata infi­lata in fretta e furia in un decreto legge, il cosid­detto Invest­ment com­pact. Che dif­fe­renza con i vec­chi tempi quando palazzo Chigi era l’unica Mer­chant Bank in cui non si par­lava inglese!

Non si com­pren­dono le ragioni di…

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