Archivio mensile:febbraio 2015

Krugman: “L’accordo Grecia-Europa non è una sconfitta per Syriza”

Nel frattempo, la prima vera rivolta del debitore contro l’austerità ha avuto un esito decente, anche se nessuno ci crede. Come si dice in greco “Keep Calm and Carry On” [mantieni la calma e vai avanti]?

Keynes blog

paul-krugman-demotivationalNulla di ciò che è successo giustifica la pervasiva retorica del fallimento – spiega il premio Nobel Paul Krugman – in realtà, la mia sensazione è che stiamo vedendo una diabolica alleanza qui tra gli scrittori di sinistra con aspettative irrealistiche e la stampa economica, che ama la storia della debacle greca perché è quello che dovrebbe accadere a debitori arroganti. Ma non c’è una debacle. Nel frattempo – conclude Krugman – la prima vera rivolta del debitore contro l’austerità ha avuto un risultato decente, anche se nessuno ci crede.

di Paul Krugman dal New York Times del 27 febbraio 2015

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RODOTA’, TRA PERCEZIONE DEL NUOVO E AFFEZIONE A VECCHI SCHEMI

“Le cose dette da Rodotà sono quindi importanti perché vengono da un garante costituzionale, da un uomo di grande intelligenza e capacità di cogliere i segni dei tempi ma questa sua percezione non produce ancora l’esito naturale e la sua visione si agita tra una coscienza del nuovo che dovrà esserci e una affezione ancora legata a vecchi schemi.”

Gian Luigi Ago(rà)

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L’intervista rilasciata oggi (26 febbraio 2015) da Stefano Rodotà a Il Fatto Quotidiano lascia trasparire luci e ombre pur in una visione senz’altro avanzata che è in grado di percepire la necessità di un cambio totale di rotta e di un’inevitabile cesura rispetto alle pratiche politiche del passato.

Parlando di “coalizione sociale” – un termine abusato in questi ultimi tempi ma che ha accezioni diverse a seconda di chi lo pronuncia – esordisce ribadendo, a ragione, la follia di riproporre formule elettorali come quelle già fallimentari del passato (Arcobaleno, Rivoluzione Civile, ecc.) che non sono altro che i soliti rassemblement elettorali utili solo per garantire ancora un po’ di sopravvivenza ai partiti e ai loro leader.

Rodotà ha ragione quando dice che bisogna fare riferimento non alle strutture partitiche ma alle realtà che hanno dimostrato nelle situazioni di crisi e nei territori una capacità di lavorare…

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Cofferati: sto con Landini, un agorà per far rinascere la sinistra

Sergio Cofferati condivide la proposta di “coalizione sociale” avanzata da Maurizio Landini nei giorni scorsi. In una intervista al Fatto quotidiano, spiega: “Io ritengo che ci sia bisogno di ricostruire un’identità della sinistra in Italia e che per farlo occorra rovesciare le vecchie priorità. In genere, si è pensato di riorganizzare un progetto mettendosi insieme alla buona, individuare il leader e quindi presentarsi agli elettori”. Oggi invece, sottolinea l’ex leader Cgil, bisogna “cominciare dai valori. Cosa vuol dire essere di sinistra in questi tempi? Cosa ti identifica con un’idea di sinistra?”.

NEWS_84574“Occorre – prosegue l’ex leader Cgil -parlare a tutti e in questi tutti vanno individuati i soggetti prioritari. A me sembra che la sinistra possa esistere solo se si rivolge ai più deboli, non solo il lavoro dipendente, ma i precari, al lavoro povero che sembra un ossimoro ma è invece ben reale. Se la sinistra vuole parlare di…

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TSIPRAS: IL LUPO CATTIVO

Aspettiamoci che nei prossimi mesi l’attività di disinformazione relativa a Syriza ed al suo leader, di cui abbiamo avuto un assaggio in queste settimane, proseguirà con ardore proporzionale alla determinazione con cui questi ultimi porteranno avanti il loro programma di governo.

Brugherio Futura Blog

La vittoria delle elezioni greche da parte di Alexis Tsipras e del suo partito Syriza, rischia di diventare un autentico terremoto per tutta la scena politica ed economica europea, e non solo.

Un terremoto che, mentre i mezzi di informazione allineati col pensiero unico ultraliberista imperante in Europa, dipingono come tragico ed assolutamente da scongiurare, nella realtà sarebbe qualcosa di assolutamente positivo, negli interessi della stragrande maggioranza dei cittadini del vecchio continente (e non solo).

E’ un argomento di cui abbiamo già parlato in precedenti articoli, (clicca qui, qui per leggere) ma che vale la pena di essere ripreso.

Aspettiamoci che nei prossimi mesi l’attività di disinformazione relativa a Syriza ed al suo leader, di cui abbiamo avuto un assaggio in queste settimane, proseguirà con ardore proporzionale alla determinazione con cui questi ultimi porteranno avanti il loro programma di governo.

Aspettiamoci che cerchino di farne dei mostri, o…

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Cinquant’anni dall’assassinio di Malcolm X

elBorn_blog

Malcolm-XNew York.Era il 21 febbraio del 1965, quando Malcolm X venne assassinato. Ventuno colpi di pistola sparati da tre militanti della Nation of Islam, la stessa associazione che l’attivista aveva abbandonato poco tempo prima. Il luogo era quello di Harlem, quartiere di New York. L’occasione quella di un discorso davanti ai membri della Organization of Afro-American unity.

Da quella data sono passati 50 anni. E l’eredità che si è lasciato alle spalle è più che attuale. Alcuni dei temi da lui affrontati sono tornati alla ribalta dell’odierno dibattito per i diritti. Per tutti gli anni della sua battaglia, Malcolm X è rimasto sconosciuto alle masse, famoso soltanto nelle città, in alcuni circoli intellettuali. La sua ascesa verso la ribalta, ilarità della vita, sembra arrivare adesso.

In un lungo articolo sulla sua figura, il Washington Post ne ha ricordato i temi (specialmente quelli trattati tra il 1964 ed il 1965)…

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Lavoratoriiii…(il Job Act tradotto in italiano)

“Il tuo capo, con un accordo individuale con se stesso, ti mette a fare fotocopie, ti riduce lo stipendio e ti rende felice. Non è un film di Fantozzi; è scritto nella legge, nero su bianco.”

Quijote Travels

alberto sordi lavoratoriDice Renzi che con il Job Act «sono state scrostate le rendite dei soliti noti», che poi sarebbero i privilegiati che hanno un lavoro a tempo indeterminato, spesso con un salario da fame. Ma esaminiamo nel dettaglio la “scrostatura”. Possono «essere stipulati accordi individuali di modifica delle mansioni, del livello di inquadramento e della relativa retribuzione, nell’interesse del lavoratore alla conservazione dell’occupazione, all’acquisizione di una diversa professionalità o al miglioramento delle condizioni di vita». Traduzione: il tuo capo, con un accordo individuale con se stesso, ti mette a fare fotocopie, ti riduce lo stipendio e ti rende felice. Non è un film di Fantozzi; è scritto nella legge, nero su bianco.

Direte: ma si tratta pur sempre di un accordo. Certamente, ma nel caso l’accordo non andasse a buon fine, consultate il Job Act alla voce “licenziamenti”.

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Landini: è ora di sfidare Renzi

È l’i­dea della coa­li­zio­ne so­cia­le?

DEMOCRAZIA E LAVORO

È cam­bia­to tutto, siamo alla fine di un’e­po­ca. È ve­nu­to il mo­men­to di sfi­da­re de­mo­cra­ti­ca­men­te Renzi”.
Le pa­ro­le di Mau­ri­zio Lan­di­ni, il gior­no dopo il varo del Jobs Act, sono molto chia­re. Qual­co­sa sta per av­ve­ni­re a si­ni­stra e so­prat­tut­to nel rap­por­to tra il sin­da­ca­to e la rap­pre­sen­tan­za po­li­ti­ca.

Per­ché il se­gre­ta­rio della Fiom ri­tie­ne che un li­mi­te sto­ri­co sia stato va­li­ca­to e ora oc­cor­ra co­strui­re una ri­spo­sta ade­gua­ta. Siamo dun­que a un cam­bio d’e­po­ca?
*Non c’è dub­bio. Non solo Renzi ap­pli­ca tutto quel­lo che gli ha chie­sto Con­fin­du­stria, ma af­fer­ma il prin­ci­pio che pur di la­vo­ra­re si debba ac­cet­ta­re qual­sia­si con­di­zio­ne. Non c’è più il con­cet­to che il la­vo­ro è un di­rit­to e la per­so­na deve avere tutti i di­rit­ti di cit­ta­di­nan­za. Inol­tre, viene messo in di­scus­sio­ne un di­rit­to fon­da­men­ta­le : quel­lo di po­ter­si coa­liz­za­re e agire col­let­ti­va­men­te per con­trat­ta­re la pre­sta­zio­ne la­vo­ra­ti­va.

Lei vede in atto lo…

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