RODOTA’, TRA PERCEZIONE DEL NUOVO E AFFEZIONE A VECCHI SCHEMI

“Le cose dette da Rodotà sono quindi importanti perché vengono da un garante costituzionale, da un uomo di grande intelligenza e capacità di cogliere i segni dei tempi ma questa sua percezione non produce ancora l’esito naturale e la sua visione si agita tra una coscienza del nuovo che dovrà esserci e una affezione ancora legata a vecchi schemi.”

Gian Luigi Ago(rà)

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L’intervista rilasciata oggi (26 febbraio 2015) da Stefano Rodotà a Il Fatto Quotidiano lascia trasparire luci e ombre pur in una visione senz’altro avanzata che è in grado di percepire la necessità di un cambio totale di rotta e di un’inevitabile cesura rispetto alle pratiche politiche del passato.

Parlando di “coalizione sociale” – un termine abusato in questi ultimi tempi ma che ha accezioni diverse a seconda di chi lo pronuncia – esordisce ribadendo, a ragione, la follia di riproporre formule elettorali come quelle già fallimentari del passato (Arcobaleno, Rivoluzione Civile, ecc.) che non sono altro che i soliti rassemblement elettorali utili solo per garantire ancora un po’ di sopravvivenza ai partiti e ai loro leader.

Rodotà ha ragione quando dice che bisogna fare riferimento non alle strutture partitiche ma alle realtà che hanno dimostrato nelle situazioni di crisi e nei territori una capacità di lavorare…

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