La truffa delle leggi regionali

#SinistraUnita per saltare gli ostacoli.

di Andrea Fabozzi – Si vota il 10 mag­gio, si va in tri­bu­nale a metà aprile. Le leggi elet­to­rali regio­nali sono tutte nuove, e non c’è ne è una che non venga sospet­tata di inco­sti­tu­zio­na­lità. Colpa dei super premi di mag­gio­ranza, intro­dotti per assi­cu­rare la gover­na­bi­lità sacri­fi­cando (troppo, pare) la rap­pre­sen­ta­ti­vità. In Veneto, Toscana, Mar­che, Umbria, Cam­pa­nia, Puglia e Ligu­ria, quasi ovun­que le mino­ranze dei con­si­gli regio­nali che non hanno par­te­ci­pato alla scrit­tura delle nuove regole — in qual­che caso le “riforme” non sono nem­meno ter­mi­nate — accu­sano le mag­gio­ranze di aver pro­dotto tanti Por­cel­lum regio­nali. Ma il para­gone più giu­sto è con l’Italicum, la “riforma” made in “patto del Naza­reno” che il governo vuole appro­vare entro l’estate. Apri­pi­sta anche sta­volta la Toscana, che già nel 2004 aveva aperto la strada alle liste bloc­cate (con qual­che dif­fe­renza non da poco rispetto alla legge nazio­nale di Cal­de­roli, come le pri­ma­rie rego­la­men­tate e le liste dav­vero corte). Adesso l’ultimo…

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