Coalizione sociale: la discesa in campo di Landini tra sindacato, etica e potere mediatico

Stefano Santachiara

Merita un approfondimento la questione dell’autocandidatura di Maurizio Landini a leader di un’aggregazione auspicata da tempo a Sinistra. Il segretario della Fiom è certamente una risorsa importante per la difesa dei diritti dei metalmeccanici e il punto di osservazione peculiare ma non vanno eluse alcune anomalie nella forma e nella sostanza. Nella trasmissione “in mezz’ora” di domenica 15 marzo il segretario del principale sindacato delle tute blu ha delineato “un’aggregazione con una funzione politica per battere le iniziative di governo e Confindustria” per poi negare l’intenzione di creare un partito e aggiungere: ”Io faccio il sindacalista e la coalizione sociale parte dal sindacato, voglio che si riformi il sindacato”. Il tema del rapporto tra organizzazioni sindacali e partiti politici è antico, la legittimità di cambiare ruolo sacrosanta ma è l’importanza strategica che assume una “coalizione sociale” in nuce a rappresentare un fatto nuovo, forse storico, malgrado germogli tardivamente e su radici popolari meno solide…

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