L’educazione privatizzata. Anatomia della “Buona scuola”

Quijote Travels

la buona scuolaDall’attacco agli insegnanti e ai loro diritti, trasformati in esecutori di ordini stabiliti altrove, all’aziendalizzazione della scuola, orientata alla concorrenza di mercato e non più all’attuazione del welfare. Un’analisi del “nuovo discorso” neoliberista sull’educazione, che dagli anni ’80 di Reagan passa per Tony Blair, fino all’impostazione data da Renzi alla sua riforma.

di Marco Magni 

Le premesse storiche

Negli anni ’60 e ‘70, i governi occidentali vedevano nelle riforme scolastiche una delle leve della costruzione del welfare state e della relativa base di consenso; dagli anni ’80, considerano le riforme scolastiche un modo per infondere un’“anima” all’“economia sociale di mercato” (o, se vogliamo dirlo in termini più semplici, al “neoliberismo”). Possiamo, quindi, inserire la “Buona scuola” in una genealogia, che inizia proprio dagli anni ’80.

Il documento che segna la svolta nelle politiche scolastiche, nel quadro dell’affermarsi dell’egemonia liberista, è “A Nation at Risk”, rapporto presentato dal segretario statunitense…

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