Di Matteo: necessaria una nuova guerra di Liberazione

Essere Sinistra

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di Luca SOLDI

Il Pubblico Ministero palermitano Antonino Di Matteo, uno degli uomini più minacciati dalla mafia, insieme a Don Ciotti ed a Raffaele Cantone, ha ricevuto l’8 Giugno, a Torino, la cittadinanza onoraria nel Palazzo della Città.

Nato a Palermo nel 1961, è entrato in magistratura nel 1991 come sostituto procuratore presso la DDA di Caltanissetta. Divenuto poi pubblico ministero a Palermo nel 1999, ha iniziato ad indagare sulle stragi di mafia in cui sono stati uccisi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e gli agenti delle rispettive scorte, oltre che sugli omicidi di Rocco Chinnici ed Antonino Saetta.
Sue le parti più rilevanti nelle indagini circa la trattativa Stato-mafia.

Naturale la conseguente impopolarità fra i potenti che come al solito non riescono a comprendere quanto forte sia la necessità di escludere, evitare ogni possibile contaminazione dal mondo grigio delle mafie dei colletti bianchi.

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