Archivio mensile:luglio 2015

Una certa banalità. La coerenza premia Civati per il #Possibile

“Mi chiedo come si possa immaginare che alle prossime elezioni amministrative i più indignati sotto il profilo politico si alleino con le ragioni della loro indignazione”.

[In fondo a Sinistra - Il Blog]

uid_14eccb56a5f.640.0“Mi chiedo come si possa immaginare che alle prossime elezioni amministrative i più indignati sotto il profilo politico si alleino con le ragioni della loro indignazione”.

Da stamparsi bene in testa.

Di seguito un post scritto da Pippo (cliccate qui), nel quale affronta il tema Sardegna.

“Pare sia scoppiata una bagarre, dopo la mia visita in Sardegna di sabato, rispetto al tema: ci si allea con il Pd o no?

A me pare che la risposta sia semplice: se posso, secondo me, sia detto con il dovuto rispetto, no. Per ragioni che riguardano la logica prima che la politica.

In particolare, Sel mi sta attaccando selvaggiamente perché dice che il sindaco di Cagliari deve essere sostenuto da un’alleanza tra Pd e Sel. Il sindaco è di Sel e capisco benissimo che cosa intendono dire, solo che credo che ci si debba riflettere molto bene prima di indignarsi (un’indignazione curiosamente…

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Il nuovo partito? Sì, ma con cervello e passione

Essere Sinistra

carpenteria

di Paolo Henrici DE ANGELIS

Vedo una gran voglia di un nuovo partito a sinistra (chiamatelo come volete). E noto anche tanti frettolosi tentativi di crearlo.

Fondare un nuovo partito è come sposarsi, pur sapendo che la maggior parte dei matrimoni si rompono o sono infelici: ci si dice che il nostro sarà diverso perché sarà dal basso, democratico, collegato ai movimenti (o sommatoria dei movimenti), veramente di sinistra, veramente ambientalista ecc. ecc. E già si mettono le mani avanti: no alla classe dirigente dei partitini, no alle nomenclature, società civile ecc.

Prima di disprezzare i partitini, bisognerebbe dimostrare di saper fare di meglio sul terreno proprio di un partito, la politica, l’organizzazione interna, i diritti degli iscritti, la partecipazione alle elezioni, la creazione di una classe dirigente di partito e di una leva di amministratori, di deputati, in prospettiva di uomini di governo capace e onesta (almeno).

Mi preoccupa…

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Come e perché si è arrivati al massacro di Suruç? Lo Stato turco protegge e tollera Isis

umbriapost

I giovani che sono morti o feriti a Suruç avevano un unico scopo: andare a Kobanê e unirsi alla ricostruzione della città. La Federazione della gioventù socialista (SGDF) aveva scritto un comunicato stampa prima di andare a Suruç. Da un mese i giovani si stavano preparando per partire con un’azione pubblica.

I residenti di Suruç e i rappresentanti delle organizzazioni non governative hanno accolto i giovani a Suruç. Si sono incontrati con il governatore distrettuale e gli hanno detto che volevano andare a Kobanê. Il governatore distrettuale però li ha fatti aspettare dicendo che solo pochi di loro potevano attraversare il confine, ponendosi in contrasto con tutto il gruppo.

Il sanguinoso attacco di Suruç è avvenuto dopo la conferenza stampa nel centro culturale Amara, in risposta alla risposta negativa del governatore distrettuale.

Bisogna fare le seguenti domande per quanto riguarda l’attacco:

1- La polizia ha fermato tutti i giovani che…

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Iniziativa pubblica a Marsciano sul futuro della sinistra

“Costruiamo la Syriza italiana”

umbriapost

Giovedì 30 luglio alle ore 21 presso la Festa di Liberazione organizzata da Rifondazione comunista al Parco Verde di Schiavo (Marsciano) si terrà l’incontro pubblico “Costruiamo la Syriza italiana”, un incontro che nasce dalla consapevolezza che in Italia, così come in Umbria, serve costruire da subito, superando divisioni e tatticismi, un soggetto politico della sinistra, una alternativa antiliberista concreta e di governo. L’iniziativa, coordinata dal Segretario Regionale di Rifondazione comunista dell’Umbria Enrico Flamini, vedrà i contributi di Rita Castellani, Possibile, Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sel, Massimo Torelli, L’Altra Europa con Tsipras, Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista.

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I dilemmi di Syriza sono anche i nostri

“Ma la «lunga mar­cia» per l’Europa soli­dale e demo­cra­tica non è finita il 13 luglio 2015”.

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di Etienne Balibar, Sandro Mezzadra, Frieder Otto Wolf

Gli «accordi» del 13 luglio a Bru­xel­les tra L’unione euro­pea e la Gre­cia segnano la fine di un’epoca? Sì, ma cer­ta­mente non nel senso indi­cato dal comu­ni­cato con­clu­sivo del «ver­tice». In effetti gli «accordi» sono fon­da­men­tal­mente inap­pli­ca­bili e tut­ta­via costi­tui­scono una for­za­tura altret­tanto vio­lenta, e ancor più con­flit­tuale, di quanto è già avve­nuto negli ultimi cin­que anni. Si è par­lato di dik­tat e que­sta dram­ma­tiz­za­zione è basata su fatti concreti.

Le pro­po­ste con le quali Ale­xis Tsi­pras è arri­vato a Bru­xel­les erano in con­trad­di­zione con il risul­tato del refe­ren­dum, ma face­vano ancora parte di un pro­getto sul quale aveva l’iniziativa per potere spe­rare di svi­lup­pare una poli­tica nell’interesse del suo popolo. I suoi «inter­lo­cu­tori» si sono impe­gnati a far fal­lire que­sto ten­ta­tivo. Il risul­tato è un anti-piano senza alcuna razio­na­lità eco­no­mica, che asso­mi­glia a un salasso e a un sac­cheg­gio dell’economia nazio­nale.
Peg­gio ancora, le misure di «messa sotto tutela» isti­tui­scono un pro­tet­to­rato nell’Unione Europea.

La Gre­cia non…

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Varoufakis: ho votato sì, stavolta. Ecco perchè

Essere Sinistra

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di Yanis VAROUFAKIS

[Traduzione da ThePressProject ]

Nell’Eurogruppo del 20 Febbraio decidemmo di assicurare che il termine Memorandum (MoU) non fosse nominato da nessuna parte.

Al suo posto, come condizione preliminare per la valutazione positiva del nostro progresso, fu stabilito un elenco di riforme, che ci aspettavamo di preparare e quindi proporre nei prossimi tre giorni. L’elenco sarebbe stato immediatamente accettato dalle “istituzioni”.

Infatti, entro il 23 febbraio, la lista, che ha avuto la mia firma, è stata presentata. Durante il fine settimana del 20 al 23 di febbraio abbiamo lavorato febbrilmente. Naturalmente, siamo stati in contatto costante con i rappresentanti delle istituzioni in modo da garantire che nessun problema sarebbe sorto, e che la nostra proposta sarebbe stata appoggiata da loro in teleconferenza, in modo che lo stesso Eurogruppo del 24 febbraio potesse, a sua volta, approvarla.

La lista finale, che ho inviato alle istituzioni a tarda…

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LE RELAZIONI, TESTI E VIDEO, DEL CONVEGNO: NUTRIRE IL PIANETA O LE MULTINAZIONALI?

Gue-Ngl Sinistra Europea

Italia-express

maxresdefaultUn sant’uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: «Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l’Inferno». Dio condusse il sant’uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all’interno. C’era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant’uomo sentì l’acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall’aspetto livido e malato. Avevano tutti l’aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po’, ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant’uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio disse: “Hai appena visto l’Inferno”.
Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l’aprì. La scena che l’uomo vide era identica alla precedente. C’era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece…

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Landini: la Grecia non aveva alternative contro il fanatismo del governo tedesco

Un’Europa che va avanti con queste logiche rischia di saltare.”

Maurizio Landini

DEMOCRAZIA E LAVORO

“Non credo che Tsipras avesse molte alternative: per come si erano messe le cose, il non accordo significava uscita dall’euro e a me pare che la scelta di abbandonare l’Euro la Grecia non l’abbia mai fatta. Il referendum non era per uscire dalla moneta unica, ma per cercare di negoziare condizioni diverse.

Quello che colpisce è la logica fanatica del governo tedesco, che di fatto ha impedito una cosa necessaria per tutta Europa: la riduzione del debito pubblico. I dati indicano che l’Italia, nonostante il taglio delle pensioni e le indicazioni della Bce, è il Paese che vede aumentare di più il debito pubblico.

Perché la Gemania in questa fase non vuole che venga rinegoziato il debito? Chiediamoci a chi vanno gli interessi che vengono pagati. I paesi più poveri pagano interessi ai paesi più ricchi. È un’Europa fatta alla rovescia, senza regole comuni, senza regimi fiscali comuni. Un’Europa…

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