PIETRO INGRAO

Chi ha compagni, non muore mai.

O capitano! Mio capitano!...

http://enzoapicella.tumblr.com/post/130006518048/pietro-ingrao#notes Enzo Apicella

E alcuni audaci in tasca L’Unità

Ho cominciato a lavorare all’Unità – il giornale di Gramsci – la sera del 26 luglio 1943, il giorno dopo la cacciata di Mussolini, a Milano, dove vivevo in clandestinità per gli arresti fatti dalla polizia fascista nel nostro gruppo comunista romano.

Tornavo quel giorno indimenticabile da una straordinaria manifestazione di popolo a Porta Venezia: la prima libera e spontanea dopo il ventennio della dittatura, ed eravamo ancora nella tempesta della seconda guerra mondiale.

Avevo parlato – il mio primo comizio in assoluto – arrampicato su un tetto di un camioncino, dove inseguivamo il microfono per invocare pace e libertà socialisti, comunisti, anarchici e non so chi altro.

Intervennero i carri armati di Badoglio e ci ributtarono sui marciapiedi. Ad un certo momento una donna ignota ruppe il cordone dei soldati e s’arrampicò su un carro armato, e allora il reparto corazzato…

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