Archivio mensile:Maggio 2016

Anche se il vostro maggio ha fatto a meno del nostro coraggio…

Al movimento francese va tutta la nostra solidarietà, ma più che a parole dobbiamo esprimerla con la ripresa delle lotte su scala europea, la stessa scala su cui si impongono oggi le politiche delle classi dominanti.

Il sindacato è un'altra cosa

di Francesco Locantore.

Verrebbe da parafrasare la nota canzone di De André di fronte alla palese differenza della reazione della classe lavoratrice e della grande maggioranza della popolazione francese all’introduzione di una legge sul lavoro che ricalca il Jobs Act entrato in vigore in Italia dal marzo del 2015.

La loi travail (legge sul lavoro o Jobs Act per l’appunto) presentata dalla ministra Myriam El Khomri prevede:
– la possibilità per le aziende di raggiungere accordi con i sindacati in deroga al limite legale della giornata lavorativa (10 ore) fino a 12 ore. La durata della settimana lavorativa può essere portata dalle 35 ore previste per legge a 60 con un provvedimento del ministero del lavoro in caso di “circostanze eccezionali”, con il solo limite di non superare la media di 48 ore settimanali calcolate su una media di 16 settimane;
– la possibilità di derogare a livello di singolo…

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L’Anpi, quella “vera”: in 110 congressi solo 25 volevano il Sì (Paola Zanca)

Questi sono i numeri.
Il risultato nazionale è impietoso per la narrazione di #governo: 2501 favorevoli,25 contrari e 98 astenuti. Per questo le parole del ministro #Boschi hanno lasciato “allibiti” dirigenti e iscritti dell’associazione nazionale dei partigiani. #ANPI

Triskel182

Partigiani

Tutti contro i partigiani: ma la discussione va avanti da mesi e i risultati, da Nord a Sud, sono sempre gli stessi.

Travolti da un insolito destino nella campagna referendaria di ottobre, i partigiani italiani fronteggiano nel fortino di via degli Scipioni un assalto mediatico un filino anacronistico. Nella sede nazionale dell’Anpi – quartiere Prati, centro di Roma – lunedì pomeriggio il telefono squilla in continuazione. Le troupe dei tg inquadrano i cimeli di anni di battaglie. Marisa Ferro, la più stretta collaboratrice di Arrigo Boldrini, il comandante Bulow, si aggira quasi imbarazzata: “Scusate, non siamo abituati a tutta questa gente”.

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Dichiarazione di Ken Loach al momento della premiazione a Cannes, 22 maggio 2016

Brescia Anticapitalista

“Ricevere la Palma, è un po’ curioso perché dobbiamo ricordarci che i personaggi che hanno ispirato questo film sono i poveri della quinta potenza mondiale: l’Inghilterra.
Fare del cinema è formidabile e, come si vede questa sera, importantissimo. Il cinema fa vivere la nostra immaginazione, ci porta nel mondo il sogno, ma ci presenta il mondo in cui viviamo. Ma questo mondo è in una situazione pericolosa. Siamo in vista di un progetto di austerità, che è sorretto da idee che noi definiamo neo-liberiste che rischiano di condurci alla catastrofe. Queste pratiche hanno ridotto in miseria milioni di persone, dalla Grecia al Portogallo, con una piccola minoranza che si arricchisce vergognosamente. Il cinema ha molte tradizioni, una di queste è quella di rappresentare un cinema di protesta, che mette in primo piano il popolo contro i potenti, spero che questa tradizione si conservi.
Affrontiamo dei periodi di disperazione, di cui…

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Dal capitalismo criminale ai Beni Comuni

In poche parole: dalla putrefazione del capitalismo, di cui l’economia criminale è parte costituente, possono nascere i fiori di un socialismo possibile nel XXI secolo.

Patrizio Paolinelli

Capitalismo-Selvagem-no-Brasil-7Altraeconomia. Dalla putrefazione del capitalismo, di cui l’economia mafiosa è parte costituente, possono nascere i fiori di un socialismo possibile nel XXI secolo

Vorrei partire da un evento: sabato 7 maggio a Reggio Calabria, storica capitale della più potente organizzazione criminale italiana, è stata inaugurata una esposizione permanente, presso il Palacultura, dei 104 quadri sequestrati all’imprenditore «ndranghetista» Gioacchino Campolo. Si tratta di opere di grandi artisti : da Dalì a Fontana, da Sironi a De Chirico, da Ligabue a Carrà, ecc. per un valore di svariati milioni di euro.

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Civati, Fassina e Landini sono ancora vivi?

Riflessioni impietose ma vere.”Non crediamo che #Civati, #Fassina e #Landini, ed anche #Sinistraitaliana, possano costituire un’alternativa credibile, da un lato al Pd e dall’altro lato al movimento 5 stelle”.

paoloborrello

landini

Nei mesi passati Civati, Fassina e Landini sembravano essere dei protagonisti della politica italiana. Ora il loro ruolo è, oggettivamente, molto meno importante. Di loro, ormai, si parla poco. Perché? Cosa è successo?

Civati ha fondato “Possibile”, un movimento politico a cui partecipano solamente coloro che sono a lui più vicini, quanti cioè facevano parte della “corrente” che, all’interno del Pd, era da lui capeggiata, i cosiddetti civatiani.

Civati non ha voluto per ora aderire nemmeno al “nuovo” partito che si sta tentando di costruire a sinistra del Pd, Sinistra italiana.

Recentemente, si è parlato di Civati solamente per la sua decisione, difficilmente condivisibile, di non votare alla Camera il disegno di legge sulle unioni civili.

Fassina è uno degli artefici, invece, di Sinistra italiana. Ha recentemente fatto una bruttissima figura poiché la sua candidatura a sindaco di Roma non è stata accettata per vizi formali, ma importanti e non…

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