Appello dei precari della scuola a Fratoianni e De Cristofaro

Alla cortese attenzione dell’onorevole Nicola Fratoianni e del sottosegretario all’Istruzione Peppe De Cristofaro,

chi scrive si fa portavoce di un’intera categoria di docenti precari, accomunati dal requisito del servizio pluriennale sul sostegno senza specializzazione. La nostra vicenda è nota, pubblica, oggetto di discussione; tuttavia, non sembra esserci al momento nessuna risoluzione definitiva che possa risanare la nostra estromissione da ogni procedura concorsuale straordinaria e abilitante.

Siamo l’unica categoria di precari per cui, all’interno di un quadro normativo teso, in teoria, a valorizzare il requisito dell’esperienza, non è stata contemplata nessuna misura compensativa.

Sono state incluse tutte le sottocategorie di docenti: con servizio nelle scuole paritarie, nei progetti regionali e nei percorsi IeFp, sul potenziamento; tutte tranne noi, in nome di un’ambigua burocrazia che cela, in realtà, una più preoccupante avversione ideologica ed umana.

A tal proposito è opportuno ricordare quanto espresso dal CSPI in merito alla vicenda:

– l’esclusione dall’accesso alla procedura del personale che abbia maturato i tre anni di servizio sul sostegno, senza specializzazione, e che chieda di partecipare alla selezione per la classe di concorso per cui ha titolo, ove non abbia almeno svolto un anno di servizio per quella specifica classe. Tale previsione risulta incoerente con la normativa vigente che consente la copertura di posti di sostegno mediante lo scorrimento delle graduatorie incrociate relative ai posti comuni, e la conseguente valutazione di tale servizio nelle graduatorie stesse (D.M. n. 374/2017). Pur nella consapevolezza che tale limitazione è espressamente prevista dal testo normativo, non si può fare a meno di evidenziare che tale prescrizione contrasta con le norme che hanno disciplinato le precedenti procedure concorsuali ( D.L. del 12/07/2018, n. 87 convertito in legge 9/8/ 2018 n. 96) “che hanno riconosciuto il servizio prestato sul sostegno come fosse stato prestato sulla disciplina in quanto il docente che svolge attività di sostegno è nominato da una graduatoria disciplinare e, al fine di garantire l’inclusione degli alunni con disabilità, agisce nel senso di facilitare il loro apprendimento.

Per tali ragioni, auspichiamo una rilettura della legge e che il parere del CSPI non cada nell’oblio, garantendo la nostra partecipazione al Concorso Straordinario sulla materia e alla Procedura abilitante, anche grazie all’approvazione dell’emendamento 2.104 , a firma PD/Leu, che apre proprio in questa direzione. Il tutto sarebbe a costo zero per lo Stato ed eviterebbe contenziosi di natura giudiziaria.

Riteniamo che la nostra esperienza sia fondamentale e, alla stregua di ogni capitale umano, vada giustamente valorizzata; pertanto facciamo appello ad una volontà politica che intenda superare alcune storture e voglia declinare in maniera risolutoria la nostra assurda ed ingiusta condizione di esclusi.

Docenti con 36 mesi di servizio sul sostegno

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