Dalla lista al soggetto politico

Il testo che segue, scritto da Marco Revelli su incarico del Comitato operativo nazionale, si pone come base di discussione per l’aggiornamento e il rilancio del progetto dell’Altra Europa.

Una discussione non emendativa ma politica, non gerarchicamente ordinata ma immediatamente aperta e partecipata al contributo di tutti e tutte.

S’intende così sollecitare un confronto vero sulla fase attuale, non certo fornire “le tesi del nuovo partito”.

E del resto, il testo di Revelli non approfondisce le questioni relative all’identità e al programma. Si propone di mettere a fuoco gli aspetti essenziali del quadro politico maturati dopo il 25 maggio, relativamente alla situazione europea e soprattutto alla situazione italiana, in particolare segnata dall’accelerazione di Renzi e dalla mutazione genetica del PD.

Serve a tentare di definire le coordinate della nostra discussione sul “che fare” nei prossimi mesi su alcune questioni dirimenti, prime fra tutte il rapporto tra azione in Italia e azione in Europa, il giudizio sul “renzismo” e sul PD – vera discriminante del nostro progetto.

Propone l’avvio di “un processo costituente che abbia come obiettivo la costruzione di un soggetto politico europeo della sinistra e dei democratici italiani”. Indica come obiettivo qualificante la formazione di una lista unitaria e plurale per le prossime elezioni politiche “in grado di unire tutte le componenti di una sinistra non arresa alla austerità europea e alla sua versione autoritaria italiana incarnata dal renzismo”.

Non è dunque un punto di arrivo ma di partenza della discussione. Certamente lo si potrà trovare troppo aperto o troppo chiuso, troppo ampio o troppo sbrigativo, e ne resta consapevolmente sullo sfondo il presupposto di tutto: il contesto della crisi economica e finanziaria globale, strutturale e “di sistema”, di cui non s’intravvede soluzione e da cui tutti gli assetti sono destinati ad essere trasformati radicalmente. Sono i temi su cui si dovrà lavorare a fondo tutti insieme, una volta accordatici su come e perché stare insieme, in una discussione che da oggi vuole coinvolgere tutti i soggetti collettivi e individuali interessati, dentro e fuori la nostra esperienza, così rinnovando e proiettando nel futuro le ragioni del patto fondativo che ha dato vita al percorso dell’Altra Europa.

L’Altra Europa con Tsipras – Comitato operativo nazionale

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Cari tutti,

perché non si coltivino eccessive aspettative su questo testo che, lo ricordo, è solo una bozza ( finalizzata alla nostra discussione attuale), voglio precisare che:

  1. 1.Non sono le “tesi” del nuovo partito. Non si occupa di tutto ciò che dovrà costituire la nostra identità. Nemmeno del nostro programma (massimo o minimo che dir si voglia) Ha il compito più modesto di mettere a fuoco alcuni aspetti del quadro politico maturati successivamente al 25 maggio (fino ad allora quello che ci univa lo sappiamo) per quanto riguarda la situazione europea creatasi dopo il voto, e la situazione italiana, in particolare segnata dall’accelerazione di Renzi e dalla mutazione genetica del PD.
  2. 2.Serve a tentare di definire le coordinate della nostra discussione sul “che fare” nei prossimi mesi (non in tutta la nostra vita), in particolare per quanto riguarda alcune questioni dirimenti: il rapporto tra azione in Italia e azione in Europa; il giudizio sul “renzismo”, che considero la vera discriminante tra chi “è dentro” e chi “sta fuori” dal progetto e, connesso a questo, il giudizio sul PD e sulla sua irrecuperabilità come partito a un discorso di sinistra; le tappe del nostro “processo costituente” e il rapporto tra obbiettivi qualificanti (la presentazione di una lista capace di sfidare Renzi alle prossime elezioni politiche nazionali) e passaggi sottoposti a valutazioni tattiche…
  3. 3.Non è dunque un punto di arrivo. E’ il punto di partenza della discussione. Certamente qualcuno lo troverà troppo aperto (include troppi) e altri troppo chiuso (esclude troppi), troppo ampio (tutto il tormentone sul renzismo) o troppo sbrigativo (manca un programma articolato, c’è poco la complessità delle questioni economiche, c’è poco l’ambiente, c’è poco la politica estera e la guerra). Soprattutto resta qui sullo sfondo – ma è il presupposto di tutto il discorso – il contesto della crisi economica e finanziaria globale: la più grave crisi mai attraversata, crisi strutturale, “di sistema”, di cui nessuno oggi intravvede la soluzione e da cui tutti gli assetti sono destinati ad essere trasformati radicalmente. Sono i temi su cui si dovrà lavorate a fondo tutti insieme, una volta accordatici su come e perché stare insieme.
  4. 4.Se da questo lavoro scaturisse quanto meno l’uso di un linguaggio comune e l’individuazione delle questioni importanti su cui discutere, allora non sarebbe stato inutile.

Detto questo, buon lavoro a tutti.

Marco Revelli

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