Archivi tag: Altra Italia

Un contributo ignorante* all’Altra Europa.

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Sto seguendo con molta attenzione il percorso politico apertosi a sinistra a partire dalle scorse elezioni europee. L’Altra Europa con Tsipras, nata fra gli strali multi-partisan, è riuscita ad eleggere tre europarlamentari ed è entrata nel gruppo parlamentare della sinistra europea GUE/NGL.

A livello europeo questo percorso si può considerare in crescita grazie, essenzialmente, alla spinta di due autentiche rivelazioni del panorama politico europeo: Syriza e Podemos. Due formazioni apparentemente molto diverse tra loro, ma che hanno saputo trovare un terreno comune di proposta politica. Due formazioni che, stando agli ultimi sondaggi, si ritrovano al primo posto nel consenso dei rispettivi paesi, Grecia e Spagna. Due paesi, non a caso, simbolo della crisi. Due paesi caratterizzati dai drammatici fallimenti della classe politica locale e dell’Europa neoliberista.

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La sinistra italiana a Firenze con Tsipras, un successo

umbriapost

1506448_1558127281070077_6220626720170393799_ndi red. – La prima delle cinque giornate organizzate da Transform! e dall’associazione Rosa Luxemburg  a Firenze “L’agenda neoliberista e le socialdemocrazie europee” è stata un successo.

La sinistra italiana, a partire dall’esperienza de L’Altra Europa e con la Sinistra Europea come punto di riferimento continentale, torna a dialogare per costruire un percorso autonomo ed alternativo in Europa e in Italia.

All’auditorium di Santa Apol­lo­nia si sono confrontati stu­diosi, sin­da­ca­li­sti, poli­tici, eco­no­mi­sti ed espo­nenti dei movi­menti pro­ve­nienti da tutta Europa. Presenti Nichi Ven­dola e Paolo Fer­rero, Marco Revelli e Alfonso Gianni e anche i due demo­cra­tici “non ren­ziani” Ser­gio Cof­fe­rati e Pippo Civati. Significative le presenze degli europarlamentari de L’Altra Europa Curzio Maltese e Eleonora Forenza.

La pre­senza di Ale­xis Tsi­pras ha rappresntato uno stimolo decisivo per andare avanti, a partire dalla manifestazione del 29 novembre dell’Altra Europa e dallo sciopero generale del 5 dicembre della Cgil per contrastare le politiche europee di austerità…

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PODEMOS, L’ECONOMIA DI MERCATO STA FALLENDO

Da Alga News

“Anche in Italia occorre creare una alternativa di sinistra, non populista e credibile, che si candida a cambiare e a competere per il governo. La lista Tsipras è stata un inizio alle elezioni europee. Occorre andare avanti e in fretta”.

Renzi, la sinistra e la guerra tra poveri

Da il manifesto #SinistraUnita
“Qui si riparte da zero, non dalle dispute astratte, ma da lotte sociali con­dotte su temi assai con­creti: lavoro, ambiente, casa, scuola, sanità, pen­sioni. Que­sto, e non altro, si atten­dono i poveri, ormai in rapi­dis­sima crescita”.

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di Alfio Mastropaolo, il manifesto – Chi sta vincendo?  I ricchi sono diventati invisibili e stanno consumando lo strato intermedio dei benestanti

Sem­pli­fi­chiamo. Da che mondo è mondo, il mondo è dei ric­chi. Oggi più che mai, gra­zie all’acquiescenza, se non la col­la­bo­ra­zione, dei poveri. Da un po’ di tempo, le forze poli­ti­che che erano riu­scite a per­sua­dere i poveri a mobi­li­tarsi, quelle che usa­vamo chia­mare sini­stra, si sono arruo­late dalla parte dei ric­chi. Usano qual­che parola diversa per illu­dere ancora i poveri, ma nei fatti si com­por­tano come i rap­pre­sen­tanti dei ric­chi. Il tra­di­mento è dive­nuto palese dac­ché si sono esau­riti que­gli espe­ri­menti di dar vita a società che non distin­gues­sero tra ric­chi e poveri che chia­miamo comu­ni­smo. Che ha pro­dotto morti a milioni e susci­tato disu­gua­glianze non meno vistose di quelle tra ric­chi e poveri.

C’è pure stato un tempo in cui i ric­chi resi­ste­vano a se stessi. Rite­nendo che gli eccessi di ric­chezza e povertà avreb­bero reso la società ino­spi­tale anche per loro…

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La democrazia della (s)fiducia

Essere Sinistra

votare

di Francesco CIANCIMINO


[Francesco Ciancimino, studente di Scienze Politiche, laureato in Economia politica. Ex tesserato del PD, sinceramente Civatiano, oggi sostiene la lista L’Altra Emilia-Romagna. Opinionista politico in erba]

Quando parliamo di partiti e di rappresentanza politica, la nostra mente fa un collegamento automatico a simboli, facce, vicende significative e specifiche. I partiti sono quelli che vediamo in tv, che frequentiamo quando ci riuniamo a discutere, quelli che siedono in Parlamento e nelle assemblee legislative.
Ma cosa sono effettivamente i partiti? O meglio, cosa dovrebbero essere?

Il partito per definizione è un’organizzazione che tende a rappresentare una parte della società, poiché si suppone che la vita di una comunità democratica e plurale sia scandita dal confronto fra più parti, fra più soggetti, fra più portatori d’interessi.
La democrazia presuppone diversità, dunque partiti (e/o movimenti) che le rappresentino.
La diversità genera confronto, scontro politico, che sono ricchezza in…

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Unità e radicalità, un contributo alla discussione

#SinistraUnita #primalepersone
“Interessante è ad esempio il raffronto tra #Grecia, #Spagna, #Italia per cogliere tre diversi livelli quantitativi e qualitativi di questa resistenza. L’elemento di massa e popolare di #Syriza; lo sfondamento del movimento in politica di #Podemos; la resistenza di L’Altra Europa con Tsipras in #Italia”.

umbriapost

di Roberto Musacchio – Ho un accordo di fondo con il documento che Marco Revelli ha proposto al nostro dibattito. Ne condivido cioè l’impianto e la tripartizione: il contesto europeo, il renzismo, gli elementi per una fase costituente di un soggetto europeo della sinistra e dei democratici italiani. Così come ha fatto Tsipras con i suoi dieci punti per la campagna elettorale che avevano il pregio di non voler essere la lista della spesa dei desiderata ma individuavano la priorità politica di fase intorno al nodo austerità-debito-diversa economia, Revelli propone un’asse di ragionamento, una scelta.Come è noto io penso che la questione europea sia il crocevia della fase. Quella intorno a cui leggere il modo concreto di operare della crisi, che ha certo una dimensione globale. E quella cui legare la scommessa della costruzione di un soggetto politico nuovo. I soggetti politici non si inventano a tavolino ma nascono da grandi eventi storici. La mia idea…

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UN APPELLO PER DARE VOCE A CHI VOCE NON HA

Featured Image -- 2335#SinistraUnita
“Se vogliamo costruire un’alternativa propositiva e radicale dobbiamo abbandonare l’idea di doverci in qualche modo garantire ad ogni costo un posto nei governi amministrativi”.
Ciò è importante ma non prioritario.

tsiprastn

Scrivo di fretta alcune riflessioni che mi vengono in mente stamattina dopo una faticosa riunione a cui ho partecipato ieri sera a Rovereto e nella quale ho vissuto e percepito per la prima volta l’altra faccia della medaglia che vede nelle diversità una risorsa.
Avverto il bisogno di lanciare un appello a tutte le persone di buon senso che vivono questa fase di scippo di democrazia da parte del governo nazionale e locale (il caso sacro cuore è a parer mio emblematico) e che sentono il bisogno di prendere posizione.
A tutte queste persone dico: non perdiamo occasioni importanti per narcisismo politico di chi adesso tira fuori dal cilindro il coniglio di un’altra diversa soggettività guarda caso unificante della sinistra.
Se non fosse tragico sorriderei pensando a quante soggettività sono nate da febbraio in poi, scindendosi da forze di sinistra per unificare la sinistra….
Abbiamo detto in campagna elettorale che…

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In Spagna Podemos, ma noi non podemos

“Qui non Podemos, se non ricominciare una storia completamente daccapo. In #Spagna la #sinistra si è messa sulle tracce già percorse da #Syriza in #Grecia, dimostrando che quando la #Sinistra fa la #sinistra non deve accontentarsi delle briciole del bacino elettorale, ma può persino vincere”.

il Simplicissimus

PodemosLa notizia di questi giorni è che in Spagna il partito Podemos, nato meno di un anno fa dalla costola sinistra degli indignados, dopo avere avuto un exploit inatteso alle europee con l’8% , ora risulta primo partito spagnolo nei sondaggi, superando le due formazione maggiori,  PP e Psoe, un dato che sia pure nei suoi limiti sta portando il terremoto nell’ abborracciato e servile bipartitismo spagnolo formato da una destra di orientamento franchista e dal centrodestra reale degli ex socialisti, qualcosa di molto simile, mutatis mutandis, a ciò che sta avvenendo in Italia. Ma al contrario di quanto avviene da noi, in Spagna una parte della sinistra ha abbandonato le sostanze oppiacee dell’entrismo, si è messa sulle tracce già percorse da Syriza in Grecia ( da non confondere assolutamente con quella cosa oscura e informe che è stata la lista Tsipras) e dimostrando che quando la sinistra fa la sinistra non deve accontentarsi delle briciole…

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