Archivi tag: articolo 18

IL JOBS ACT, UNA LEGGE AVVELENATA FIDUCIA TRA GLI SCONTRI IN PIAZZA (Salvatore Cannavò).

Triskel182

Job act

ALTRO CHE CONTRATTO UNICO, IL MERCATO DEL LAVORO RESTERÀ FRAMMENTATO.

L’approvazione del Jobs Act, la riforma del mercato del lavoro, tramite il voto di fiducia era un fatto scontato. Soprattutto dopo che la minoranza Pd aveva annunciato il suo “sì con riserva”. Una presa di responsabilità da parte degli oppositori di Matteo Renzi che ha chiuso una stagione di scontri interni (anche se un solitario Corradino Mineo ha annunciato il suo “no”): 166 voti a favore, 112 contrari e un astenuto, il conto finale. Matteo Renzi festeggia su Twitter: “L’Italia cambia davvero. Questa è #lavoltabuona. E noi andiamo avanti”.  IL VOTO DI FIDUCIA sulla legge delega – una fiducia al quadrato  – non è avvenuto però nel silenzio totale. In mattinata, sulle strade, si è consumata la protesta degli attivisti “per lo sciopero sociale” che hanno provato a “circondare il Senato”. Appuntamento in piazza S. Andrea della Valle…

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LAVORO, SOLO 316 SÌ: IL GOVERNO A UN VOTO DALLA SFIDUCIA (Wanda Marra).

Triskel182

palude38 DEPUTATI DEL PD FUORI DALL’AULA. RENZI ADESSO È IN GRANDE DIFFICOLTÀ ANCHE ALLA CAMERA. TRA I SUOI CRESCE LA VOGLIA DI URNE CON CONSULTELLUM.

Lorenzo Guerini, vice segretario del Pd, tessitore di natura, e di indole solitamente calmissima, quando il tabellone di Montecitorio fotografa il voto sulla riforma del lavoro, è palesemente nervoso e irritato. La maggioranza al jobs act è di 316 voti. Solo uno sopra la soglia della sfiducia. Nonostante il tentativo portato avanti per tutto il giorno dai vertici dem per arrivare a una mediazione, in 38 del Pd non hanno partecipato al voto. Con loro anche Forza Italia, l’altra gamba non formale, ma sostanziale che sta tenendo in piedi la legislatura.  I RENZIANI parlano di “scorrettezza” e di “mancanza di coraggio”: se fanno così, dovrebbero andarsene, il ragionamento di molti. “Ma non sono capaci”.

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Piergiovanni Alleva: l’articolo 18 contro il turnover drogato

Da il manifesto

DEMOCRAZIA E LAVORO

La retorica della tutela del lavoratore e non del posto di lavoro si riduce a una ben magra figura quando si esamina il testo della delega sulla «flexicurity», il sistema di ammortizzatori sociali previsto dal governo. Del decreto Poletti e del Jobs Act II, che contiene tra l’altro il via libera al demansionamento e allo spionaggio elettronico, proprio nulla merita di essere salvato

Lo scon­tro poli­tico sul Jobs Act entra nel vivo, ed è dun­que oppor­tuno ricor­dare alcuni punti cen­trali del con­flitto, tenendo conto di ulte­riori ele­menti che emer­gono dalla legge di sta­bi­lità dell’anno 2015:

1) Il primo punto è ovvia­mente quello della per­ma­nenza, oppure, della abro­ga­zione o, al con­tra­rio, dell’estensione a tutti i lavo­ra­tori della fon­da­men­tale norma dell’art. 18 dello Sta­tuto, della cui valenza pre­ven­zio­ni­stica di licen­zia­menti arbi­trari e anti­ri­cat­ta­to­ria, si è detto più volte, sot­to­li­neando la sua fun­zione di garan­zia della dignità del lavo­ra­tore che rende logica e natu­rale la sua esten­sione e non già la…

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JOBS ACT? LICENZIARE È FACILE: 200 MILA LAVORATORI A SPASSO (Salvatore Cannavò).

Da Il Fatto Quotidiano di Salvatore Cannavò.
I VERI ROTTAMATI ?? I POSTI PERSI IN UN ANNO. E CE NE SONO ALTRI 500 MILA IN CASSA.

Triskel182

Lavoratori

I VERI ROTTAMATI? I POSTI PERSI IN UN ANNO. E CE NE SONO ALTRI 500 MILA IN CASSA.

L’ultima notizia di licenziamenti è arrivata in redazione proprio ieri sera. E riguarda i giornalisti e il personale tecnico-amministrativo dell’emittente privata Extra Tv di Frosinone, nel Lazio. L’azienda ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 19 dei 24 dipendenti rimasti, cui si aggiunge, come spiega una nota della Cgil, “il drammatico ritardo nel pagamento degli stipendi che ha ormai raggiunto le nove mensilità”. Di casi così ce ne sono a decine ogni giorno (a Roma sono 19 i dipendenti licenziati di un’altra emittente, T9). La Cgil nazionale ha il merito di aver istituito un osservatorio sulle tante vertenze quotidiane e sfogliando i casi pubblicati ogni mese si scopre la realtà di un paese in cui non è mai stato così facile licenziare.

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JOBS ACT. LANDINI A MILANO VERTICE SUL LAVORO. CORTEI DI FIOM E ANTAGONISTI

Landini: non ci stiamo a essere dipinti come conservatori, noi siamo quelli che si sono fatti e si fanno il mazzo, che producono ricchezza e pagano le tasse e che vogliono cambiare il lavoro piu’ di tutti ma bisogna che gli interessi di chi lavora ritornino al centro di questo Paese perche’ adesso non lo sono”.

PARLAMENTONEWS

Alta tensione a Milano, dove sta per avere inizio il vertice informale dei capi di Stato e di governo dell’Ue sul lavoro. In mattinata, tafferugli tra manifestanti no global e polizia a margine della manifestazione dei sindacati. Al suo arrivo, il premier Renzi mostra fiducia sul risultato che il governo incasserà al Senato sul jobs act. ‘Non molliamo di un centimetro e con tenacia raggiungeremo l’obiettivo’, dice. Dalla piazza, il Landini avverte che la Fiom è pronta ‘ad occupare le fabbriche. Ai ministri dell’Ue riuniti oggi dico che è folle continuare ancora in questa direzione, devono cambiare le politiche del lavoro perché ci sono 25 milioni di disoccupati’. Con Renzi il presidente socialista dell’Europarlamento Martin Schulz: ‘Il governo italiano è fantastico, sta facendo il massimo per mobilitare gli investimenti e io lo sostengo’.

Se Renzi pensa di fare il figo con gli 80 euro e noi siamo il sindacato coglione…

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Per la sinistra il solco si allarga: “Ormai siamo due mondi diversi” (GOFFREDO DE MARCHIS).

La Repubblica di Goffredo de Marchis
Questo è il Pd alla vigilia del voto sul lavoro, che è la radice della sinistra.

Triskel182

EllekappaROMA – La paura dei franchi tiratori, la necessità di un’approvazione in tempi rapidi. «Non possiamo sbrodolare», dice Matteo Renzi nel consiglio dei ministri chiedendo l’autorizzazione a usare la fiducia sul Jobs Act in Senato. «Ma soprattutto — spiega il premier — il mio obiettivo è dare un senso unitario alla riforma, senza troppi strappi. Con i voti segreti e la battaglia sugli emendamenti questo obiettivo non sarebbe possibile. È un messaggio fondamentale non solo per l’Europa. Gli italiani devono capire dove vogliamo andare».
È un rischio, certo. Non per la tenuta del governo visto che i senatori dissidenti (tranne 4 o 5 casi) rientreranno nei ranghi e non faranno cadere il governo. Ma perché rimane il solco con la sinistra su un tema sensibilissimo come l’articolo 18.

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“Ma se va avanti l’attacco ai diritti la Fiom occuperà le fabbriche” (ROBERTO MANIA).

La Repubblica di Roberto Mania.

Triskel182

LandiniLandini
Il leader dei metalmeccanici della Cgil
rilancia il no all’abolizione dell’articolo 18 “Il tema va semplicemente tolto dal tavolo”.
ROMA – «Il governo deve sapere che noi siamo pronti ad occupare le fabbriche se dovesse passare la linea della riduzione dell’occupazione, dei diritti e del salario dei lavoratori. Una linea che potrebbe trovare una prima applicazione alla Thyssen di Terni. Per noi sarebbe inaccettabile », dice Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, da Atene dove partecipa alla festa di Syriza, il movimentodi Alexis Tsipras.
E voi occupereste la fabbrica?
«Non possiamo accettare il licenziamento di 250 lavoratori e la riduzione del salario. È questo che ci stanno proponendo ed è questo che il governo ci sta chiedendo di accettare. È un modello che sta avanzando: l’abolizione dell’articolo 18 e dell’attuale sistema contrattuale con la possibilità di derogare al contratto nazionale come prevede l’articolo 8 della cosiddetta “legge Sacconi” e…

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