Archivi tag: Centro Sinistra

Il Pippo e la luna

Essere Sinistra

napolitano-stato-mafia

di Sil Bi

Ho riletto con attenzione il discorso di auguri del Presidente Napolitano alla ricerca di qualche riga, una frase o almeno una parola riguardo al tema che dovrebbe essere in cima alle preoccupazioni di un Presidente della Repubblica: il degrado nella partecipazione dei cittadini alla vita politica, segnalato dai dati di astensione reale e “virtuale” (cioè rilevata dai sondaggi).

Non vi ho trovato nulla: Napolitano parla di ” tensione, volontà di reagire, impulso di protesta più che di rassegnazione”; di “un clima sociale troppo impregnato di negatività, troppo lontano da forme di dialogo e sforzi di avvicinamento”; di “una distruttiva anti-politica, che si risolve in patologia destabilizzante ed eversiva”. Sembra avere sotto gli occhi l’Italia del febbraio 2013 – quella che, esasperata, votava in massa per il M5S – piuttosto che quella attuale, che sta scivolando nell’apatia e nell’indifferenza.

In compenso, c’è spazio per una reprimenda rivolta a…

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E Civati ripromette una scissione (Giulia Zaccariello).

Triskel182

CivatiAI FERRI CORTI.

Bologna – Lancia ultimatum, traccia programmi, chiama a raccolta per nuove adesioni. Ma alla fine, ancora una volta, rimanda a data da destinarsi il passo della rottura definitiva. Così Giuseppe Civati detto Pippo, il deputato della minoranza Pd, l’eterno dissidente tormentato dai mal di pancia, prepara il terreno per una nuova realtà di sinistra. Senza però spingersi oltre la teoria.  IERI, CIVATI HA CONVOCATO i suoi a Bologna per una sorta di contro Leopolda in salsa emiliana. Un summit che ufficialmente serviva per presentare il “Patto non del Nazareno”, un progetto di governo alternativo, ma che nei fatti si è tradotto nell’occasione per lanciare l’aut aut a Matteo Renzi. E il dubbio amletico “scissione sì, scissione no” alla fine si è risolto in un “scissione forse”. “Io dal Pd non me ne vado con infamia da scissionista, ma c’è un limite e se si vota…

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Centro-sinistra: una truffa

contro analisi

Per cominciare a preparare il dopo-Renzi sarebbe opportuno sgombrare il terreno da un equivoco. Parlare di un partito o movimento di centrosinistra non ha alcun senso. Un governo di centrosinistra ha senso, perché rappresenta una convergenza tattica o strategica di interessi fra un partito (o più partiti) di centro e un partito (o più) di sinistra. Ma un partito o movimento che in sé si definisca di centrosinistra è un ossimoro o una truffa.
È persino banale farlo notare: se qualcosa è di centro non può anche essere di sinistra (“quando arriva all’incrocio prenda la strada a centrosinistra”). A maggior ragione in politica: il centro esprime stabilità, equilibrio; la sinistra si propone di alterare quell’equilibrio, promuove il cambiamento. Il centro confina con la destra politica e in parte si sovrappone a essa; la sinistra le si contrappone. Il centro è ecumenico e cerca la conciliazione fra le classi sociali in…

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Minoranza Pd: la Brigata Don Abbondio dei Civati, Mineo e Ricchiuti

“Buon lavoro e buon dissenso disinnescato”.

umbriapost

di Andrea Scanzi, www.ilfattoquotidiano.it – Non vorrei che lo sfogo lisergico della “dissidente” Ricchiuti passasse sotto silenzio. Premessa: da qualche mese, assieme ad altri deputati e senatori, Lucrezia Ricchiuti svolge (senz’altro in buonafede) il ruolo della foglia di fico di sinistra del Pd. Lei, Tocci, Mineo, Civati e un’altra decina di parlamentari piddini si costernano, si indignano e si impegnano, poi però gettano la spugna con gran dignità. Come nella Don Raffaé di Fabrizio De André. Con la loro presenza garantiscono quel 5-6% (forse più e forse meno) di voti a Renzi da parte di quegli elettori ex Pci/Pds/Ds che oggi dicono “Renzi mi sta sugli zebedei e sembra pure un po’ babbeo, però voto Pd perché c’è Civati e in fondo è ancora un partito di sinistra”. Ogni giorno la Brigata Don Abbondio dei Civati & Mineo va in tivù e sui giornali a…

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Civati e il “grande spazio a sinistra”, ma senza scissione

Da L’Huffington post

umbriapost

Pippo Civati non vuole la scissione nel Pd, ma al gioco di Matteo Renzi, spiega, non ci sta. “Se Renzi gioca ad alzare i toni e a mettere etichette, allora lo farà anche io. E gli dico: Matteo non stare sereno”.Il dissidente del Pd è convinto che “Renzi cerca l’incidente che gli permetta di andare alle elezioni. E gioca sulle rispettive responsabilità. Per quanto mi riguarda, non voglio una scissione, ma un partito maggioritario deve considerare che ha un’articolazione interna. Non c’è solamente la vecchia guardia. Io non ne faccio parte, e come Renzi voglio fare le riforme. Soltanto che voglio farle per bene. Non intendo continuare a essere tacciato di conservatorismo”. C’è una parte del Pd che si schiera contro il Jobs act e contro la Legge di Stabilità, che potrebbe votare in dissenso dalla linea del partito, e che potrebbe subire provvedimenti: “Affrontare come una questione disciplinare un…

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