Archivi tag: CGIL

Landini nel bus delle braccianti

di Lello Saracino

Tre di notte, Francavilla Fontana. Le donne sono già in piazza. Tutte hanno delle buste di plastica, quelle della spesa: dentro un cambio di indumenti, acqua, un panino, per affrontare la lunga e calda giornata. La più giovane avrà meno di 30 anni, la più grande oltre i 50. Attendono al buio, in strada, decine e decine di pullman da 50 posti. Qui il caporalato viaggia su mezzi granturismo ma le condizioni di lavoro, di salario di piazza, non sono tanto diverse da quelle dei braccianti stranieri che affollano i “ghetti” della Capitanata. Nessuno rispetta i contratti da 50-60 euro a giornata, quando va bene ne prendono la metà.

Francavilla Fontana è il centro di raccolta, arrivano da tutti i comuni del territorio spesso su minibus, il caporalato funziona come un vero e proprio tour operator. Si parte presto perché si arriva fino alle campagne del Metaponto o del Barese. Si va dove c’è lavoro, che siano la raccolta delle fragole, dell’uva o le aziende di trasformazione dei prodotti agricoli.

Ha voluto conoscere da vicino questo fenomeno il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, in Puglia per una due giorni di iniziative.

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Landini: lavorare da subito per lo sciopero del 5 e allargare l’iniziativa

Landini: Noi dobbiamo capovolgere questa logica sulla libertà d’impresa, non solo dobbiamo chiedere l’estensione dei diritti, ma aprire una discussione su che tipo di imprese e modello industriale occorre costruire, dal momento che quello attuale non è utile ad uscire dalla crisi.

DEMOCRAZIA E LAVORO

“Sono d’accordo con la relazione del segretario generale, penso sia molto importante l’allargamento dell’iniziativa e lavorare da subito per la riuscita dello sciopero del 5; abbiamo segnali positivi dagli attivi per gli scioperi FIOM del 14 e del 21 ed il clima è positivo, addirittura alla FIAT sono riuscite come non si vedeva da anni. Tuoo ciò ci consegna una grande responsabilità e una forte autonomia dal quadro politico, infatti sono d’accordo che debba emergere carattere sindacale della nostra mobilitazione, anche se da questo punto di vista dobbiamo sapere che ciò determinerà una accellerazione della fiducia sul decreto da parte del governo.
È decisiva perciò la realizzazione della sciopero e secondo me in più per noi è importante un elemento: Renzi imposta tutto sulla libertà impresa, ma anche sulla modalità con cui il lavoro si deva prestare. Noi dobbiamo capovolgere questa logica: non solo dobbiamo chiedere l’estensione dei diritti, ma…

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Landini: a dicembre sciopero generale della CGIL

A dicembre lo sciopero generale della Cgil di tutte le categorie.

DEMOCRAZIA E LAVORO

Da 550 a 150 esuberi, su queste basi si riapre la trattativa e, quindi la speranza, per i lavoratori dell’Acciai speciali Terni. Ma le aperture su Ast non sono bastate alla Fiom che ha proclamato 8 ore di sciopero generale a novembre contro il Jobs Act, in preparazione di quello di tutte le categorie che la Cgil – ha anticipato il leader Maurizio Landini, rubando un po’ la ‘scena’ – deciderà nel direttivo del 12 novembre. Dalla Cei, intanto, arriva un’esortazione: quella degli operai “è una voce da prendere con tanta serietà”, ha raccomandato il presidente cardinale Angelo Bagnasco.

Durante l’incontro che si è tenuto a Palazzo Chigi il Ministro dello sviluppo economico Federica Guidi ha riferito ai sindacati che Ast si è detta disponibile a “irrobustire” il piano industriale per scendere dai 550 esuberi previsti inizialmente a “massimo” 290, di cui 140-150 hanno già accettato la mobilità volontaria. “Restano…

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QUANDO LA CORDA ALLA FINE SI SPEZZA (Antonio Padellaro).

Triskel182

Picchiano gli unici onesti

Ai tempi di Scelba, quando la celere caricava (e ammazzava) i lavoratori in sciopero, i ruoli apparivano chiari: per il sindacato erano le manganellate del governo dei padroni e per i comunisti col pugno chiuso era quello lo sbocco dell’insanabile conflitto tra la classe proprietaria e il lavoro dipendente. Quando la polizia di Berlusconi fece del G8 di Genova una macelleria messicana, la sinistra all’opposizione spiegò che la destra al potere aveva in fondo mostrato la sua sostanziale natura fascista. Ma non è affatto nell’ordine delle cose che nell’autunno 2014, sotto il governo guidato da Matteo Renzi e dal Pd, gli operai delle acciaierie di Terni, colpiti da licenziamenti di massa e giunti in corteo pacifico a Roma, vengano picchiati a sangue dai reparti antisommossae ciò dopo altri pestaggi pretestuosi avvenuti in altre città.

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Il capitale della sinistra

umbriapost

di Norma Rangeri, il Manifesto – Tutta mia la città. Forse è que­sta la bella sen­sa­zione che hanno pro­vato le cen­ti­naia di migliaia di per­sone arri­vate ieri nella capi­tale da ogni dove d’Italia. Per­ché c’erano loro, con i canti, gli slo­gan, i sor­risi, i balli, le parole d’ordine, i “cor­doni”, i mega­foni. E intorno il silen­zio di una città serena, anche “com­plice”. Non diremo che è stata una bel­lis­sima gior­nata di sole, né che Roma ha rice­vuto come se niente fosse un popolo immenso. Que­sto lo sanno già tutti per­ché per­sino le tv più filo-renziane hanno dovuto arren­dersi di fronte all’evidenza dei fatti: una mani­fe­sta­zione sin­da­cale, di ragazze e di nonni, di stu­denti e di pre­cari, di lavo­ra­tori e di mili­tanti, di immi­grati e par­tite Iva che ha invaso gio­io­sa­mente, paci­fi­ca­mente le strade romane.

Vediamo invece che cosa la piazza della Cgil ha messo davanti agli occhi di tutti gli italiani.

In primo luogo la ric­chezza della rap­pre­sen­tanza. Mille realtà…

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