Archivi tag: Costituzione

Tutte le domande alle quali RE GIORGIO non ha mai risposto (Marco Travaglio).

Triskel182

Le domande

Signor Presidente, quando uno dei suoi migliori predecessori, Sandro Pertini, fu eletto capo dello Stato nel 1978, Indro Montanelli gli inviò il seguente telegramma: “Che Dio le conceda il coraggio, Presidente, di fare le cose che si possono e si debbono fare; l’umiltà di rinunziare a quelle che si possono ma non si debbono, e a quelle che si debbono ma non si possono fare; e la saggezza di distinguere sempre le une dalle altre”. È un vero peccato che Montanelli, essendo scomparso nel 2001, non abbia potuto inviarlo anche a lei quando fu eletto nel 2006 e rieletto nel 2013. Le sarebbe senz’altro servito a evitare un sacco di errori, abusi di potere e deragliamenti dai confini fissati dalla Costituzione, che invece hanno costellato l’intero suo settennato e anche il post-scriptum degli ultimi 20 mesi. Manca lo spazio per riassumerli tutti: li troverà, nel caso in cui le servisse…

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TREDICI MILIARDI PER GLI F- 35 di Manlio Dinucci

il marxismo libertario

 
Pentagono. L’ambasciatore Usa Phillips: «L’Italia manterrà la parola data sui 90 caccia». Dopo l’annuncio della ministra Pinotti sul Cameri come «polo europeo» dei jet

A un giorno di distanza, nes­suna rea­zione vera e forte all’annuncio della mini­stra della difesa Roberta Pinotti. Così, men­tre l’Italia spro­fonda nella crisi e i lavo­ra­tori ancora ieri sono scesi in piazza con­tro il governo, Pinotti ha annun­ciato trion­fante «l’Italia ce l’ha fatta»: è stata scelta dal Pen­ta­gono quale «polo di manu­ten­zione dei veli­voli F-35 schie­rati in Europa, sia di quelli acqui­stati dai paesi euro­pei sia di quelli Usa ope­ranti in Europa». L’annuncio della mini­stra al ter­mine di un incon­tro con l’ambasciatore Usa a Roma, John Phil­lips, che le ha tra­smesso la deci­sione del Pen­ta­gono. Deci­sione in realtà scon­tata in quanto, come ricorda la stessa Pinotti, l’impianto Faco di Cameri (Novara) è stato con­ce­pito fin dall’inizio per ospi­tare sia le atti­vità di assem­blag­gio e col­laudo…

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Senza lavoro non c’è sinistra

umbriapost

di Paolo Ciofi – 1.Non sembra che nei gruppi dirigenti di quel che resta dei partiti, in particolare nel Pd, si sia aperta una approfondita riflessione sulla portata e sulle conseguenze dei risultati elettorali in Emilia-Romagna e in Calabria. Dell’arroganza proprietaria di Renzi che rasenta il bullismo (abbiamo vinto due a zero, tutto il resto è secondario) già molto è stato detto, e poco ci sarebbe da aggiungere. Ma una sottovalutazione grave della portata del voto emerge anche dalle affermazioni di Bersani, quando sostiene che il messaggio degli elettori sarebbe questo: «Restate lì. Noi […] ci siamo autosospesi ma non vogliamo andare da nessuna parte».

In altre parole si tratterebbe di una specie di congelamento del Pd, in attesa del ritorno di quelle brave persone che con il loro fallimento hanno partorito il renzismo. Strano che l’ex segretario non veda come in assenza di una credibile alternativa a sinistra gli…

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Anomalia istituzionale

Quirinale

-CESARE SALVI-

Bimestre bianco: alle anomalie istituzionali iniziate con il governo Monti si aggiunge una nuova, quella di dimissioni pronosticate, ma non ancora date, dal capo dello Stato. D’altra parte, Napolitano aveva reso chiaro al momento della sua rielezione che si sarebbe dimesso prima del termine del settennato, e i partiti hanno accettato, così come avevano accettato tutte le sue scelte degli ultimi anni, dal governo Monti in poi.

Fatto sta che a una situazione già difficile sul piano politico-istituzionale, come tutte quelle che precedono l’elezione del presidente della Repubblica, ancora una volta i partiti aggiungono problemi.

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L’Italia va alla guerra, i pacifisti no

[Arci - Giornalismo partecipato]

ripudiaMentre improvvisati esperti di geopolitica, di armamenti e di civiltà europea si affannano a invitare l’Europa e l’Italia alla guerra (“umanitaria”) il mondo pacifista esprime proposte e analisi profonde, frutto di conoscenza e sofferenza spesso maturate direttamente nei teatri di guerra e sulla propria pelle. È il caso della giornalista Giuliana Sgrena e del parlamentare di Sel Giulio Marcon e del pacifista comasco Francesco Vignarca, coordinatore nazionale della Rete disarmo. Leggi l’intervento di Sgrena su Globalist e l’intervista a Marcon e Vignarca di Redattore sociale.

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