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Economia: GLI SCHIAVI “FATTI IN CASA”

” L’obiettivo è “il precariato per tutti”, per alimentare insicurezza, paure e difendersi con il ricatto da qualsiasi tipo di protesta e di ribellione. Applicano la legge della sopravvivenza, alla quale nessuno si può sottrarre. “

Good Morning Magazine

ciuL’opinione di Ciuenlai

Questa storia dell’esclusione dei dipendenti pubblici dal Job – Act non è né una dimenticanza, né una scelta di campo, né un retaggio del passato, né la difesa della “politica” di un antico privilegio. E’, invece, un altro tassello della strategia della divisione tra lavoratori e tra poveri. Si cerca di accreditare agli occhi dei “privati”, un privilegio per i “pubblici”, sviando il problema della riduzione generale dei diritti, mettendo in piazza dei “responsabili” inconsapevoli e innocenti e, aprendo le porte ad una ulteriore azione contro i lavoratori pubblici che subiranno, tra qualche anno, forse tra qualche mese, la stessa sorte di quelli privati. Gli diranno “Muti che voi non siete come quelli dell’Ast o dell’Ilva”. E invece, come dimostra la vicenda delle Province, che sono la prova generale di questo

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Pareggio di bilancio, una sfida ambiziosa per uscire dal buio

DEMOCRAZIA E LAVORO

Gaetano Azzariti – La proposta di legge d’iniziativa popolare per eliminare il «pareggio di bilancio» è utile a riscoprire la portata rivoluzionaria dei diritti fondamentali.

Pro­viamo ad usare parole di verità. Diciamo quel che ormai tutti pen­sano e nes­suno osa con­fes­sare. Quel che sanno in primo luogo le nostre improv­vi­sate classi diri­genti. Il fiscal com­pact è stato un tra­gico errore. La fretta e la furia con cui s’è voluto dare seguito ad un impe­gno con­tratto con un Trat­tato inter­go­ver­na­tivo, che non impo­neva una modi­fica costi­tu­zio­nale, ma che solo per un eccesso di zelo ha pro­dotto l’introduzione di un iugu­la­to­rio vin­colo costi­tu­zio­nale alla spesa pub­blica, rap­pre­senta un monu­mento alla mio­pia politica.

La con­fes­sione di un’impotenza, che è atte­stata dal per­se­ve­rare in una poli­tica eco­no­mica di stampo neo­li­be­ri­sta la quale rivela oggi tutta la sua incon­si­stenza, inca­pace di affron­tare le que­stioni reali che la più grave crisi eco­no­mica del dopo­guerra pone. Il fal­li­mento è nei fatti. E l’attuale…

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Sinistra No Euro

Mimmo Porcaro

Un pensiero forte a sinistra?

Sergio Cesaratto ha recentemente salutato con favore, su Micromega, le ultime prese di posizione di Stefano Fassina, che ormai sostiene (pur se, a mio parere, con qualche oscillazione di troppo) l’irriformabilità dell’Unione europea, l’insostenibilità dell’euro e la necessità di ripristinare la nostra sovranità nazionale. Cesaratto ha notato come ciò dia luogo ad un importante cambio di scena, giacché tesi analoghe sono state proposte, finora, solo da sparuti gruppi della sinistra estrema o dalla destra. Ed ha invocato, per consentire alla sinistra di accelerare la fine dell’euro e gestirne le complesse conseguenze, la nascita di un pensiero forte, ossia “l’opposto del mélange di pensiero economico debole, utopismo europeista e movimentismo che ha contraddistinto le poco convincenti recenti esperienze elettorali a sinistra”.

E’ difficile dargli torto. Ogni pur minimo spostamento verso un nazionalismo democratico e pacifico, ogni rafforzamento di un antieuropeismo (rectius:…

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Case su case, catrame e cemento

transiberiani

di barbarasiberiana

So di avere un chiodo fisso, ma vorrei tornare sull’argomento del consumo di suolo.

Consumo di suolo, dissesto idrogeologico. Sicurezza alimentare. Argomenti strettamente collegati fra loro, maledettamente attuali.

A parole si dice di voler contrastare il consumo di suolo, con i fatti poi si fa il contrario, e il decreto Sblocca Italia ne è un esempio eclatante, dato che propone un modello di sviluppo (?) basato sullo sfruttamento del territorio, su opere pubbliche di dubbia utilità ma tremendamente impattanti sul territorio.

Noi “lumbàard” poi abbiamo un privilegio tutto nostro, una legge nuova di zecca che permetterà nei prossimi tre anni di compiere disastri inenarrabili, consentendo di fatto la realizzazione di colate di cemento a saturare le aree edificabili previste nei PGT vigenti.

Qualcosa però sta cominciando a muoversi. Fra la gente comune, che stanca di veder devastato il proprio territorio da alluvioni comincia a chiedere di fermare la…

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Ambiente, salute e sicurezza: con l’ISDS la sovranità degli stati nelle mani delle multinazionali

5 MINUTI PER L'AMBIENTE

Con il TTIP arriva il braccio legale dell’ISDS ovvero l’Investor-state dispute settlement, strumento del Diritto pubblico internazionale, che potrebbe causare parecchie grane anche all’Italia. Con il TTIP, l’accordo bilaterale Transatlantic Trade and Investment Partnership tra Usa e Ue(per ora tenuto in gran segreto) viene incluso anche lo strumento del ISDS o Investor-state dispute settlement, Strumento del diritto pubblico internazionale che consente agli investitori di tutelare attraverso un apposito tribunale ad hoc, i loro interessi nei paesi ospitanti. L’ISDS nasce dapprima come utile strumento per raggiungere accordi tra Stati, ma poi viene preso come mezzo di risoluzione delle controversie tra Stato e azienda con l’inconveniente che a gestire le questioni non sono i tribunali pubblici ma tribunali terzi, creati apposta per questo obiettivo. Il che si è trasformato in un sistema per esercitare pressione diretta sulle politiche dei governi in materia di ambiente, salute e sicurezza dei cittadini.SPAIN-EU-US-TRADE-TTIP-DEMO

Insomma, è…

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La sinistra e la battaglia di Atene: questione di vita o di morte

Da il Simplicissimus
#‎Sinistra‬, in ogni caso è evidente che se ci si sottrarrà con una scusa o con un’altra alla battaglia di Grecia, se ancora una volta di fronte a uno snodo storico prevarranno esitazioni, distinguo, illusioni, prudenze di altri tempi possiamo scrivere la parola fine su una lunga storia.

il Simplicissimus

73035110Questione di vita o di morte. Con tutta probabilità la sinistra italiana ed europea si troverà presto di fronte a un possibile momento di svolta che ne deciderà la riemersione o la scomparsa definitiva dopo un lungo coma. Da una parte ci sarà la possibilità di riunirsi attorno a una grande battaglia interna ed esterna contro la finanza globale, dall’altra quella di farsi atrofizzare del tutto da divisioni e pochezza di strategia.

L’occasione sarà data dalla Grecia ( vedi qui) dove probabilmente si arriverà ad elezioni anticipate e dove, sempre che non accadano fatti anomali, Syriza ha buone probabilità di conquistare la maggioranza assoluta o quasi grazie proprio ai premi di maggioranza a suo tempo imposti dalla troika per permettere alla destra di governare indisturbata. Se questo dovesse accadere è evidente che Tsipras, nonostante la moderazione istituzionale e monetaria espressa in questi anni, non si sa quanto tattica o strategica o semplicemente dilatoria, non…

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Se anche il Financial Times sposa le tesi della sinistra radicale

Left Lab

Il Financial Times, in un sorprendente articolo uscito nelle scorse settimane, evidenzia i limiti dell’austerity imposto dall’Unione Europea agli Stati membri e sottolinea il ruolo positivo che le sinistre radicali stanno avendo per cambiare tale situazione e porre fine all’ostinato rigore comunitario.
In un editoriale firmato da Wolfgang Münchau sul giornale economico britannico, di cui tutto si può dire tranne che sia un quotidiano bolscevico, viene rimarcato come Syriza in Grecia, Podemos in Spagna e Die Linke in Germania, sostengano la ricetta giusta per uscire dall’attuale impasse economico, ossia quella che prevede “più investimenti nel settore pubblico e la ristrutturazione del debito”.
L’editorialista del Financial Times prosegue la sua analisi affermando che il dramma dell’eurozona è la rassegnazione con la quale i partiti dell’establishment, siano essi di centrosinistra o centrodestra, stanno portando l’Europa al declino economico. In tutto ciò gli unici partiti a portare avanti politiche sensate, come la ristrutturazione…

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Manifesto per l’autogestione

1

Sviluppo Felice

Il documento 4-12-2014

di Bruno Jossa ed Ernesto Screpanti

Alcuni effetti sociali della globalizzazione contemporanea, dall’aumento della disoccupazione, della povertà relativa e della disuguaglianza alla riduzione della quota-salari in quasi tutto il mondo, rendono sempre più evidente che l’accumulazione capitalistica non è in grado di servire adeguatamente la causa della felicità umana. Gli effetti di svuotamento di sostanza delle istituzioni deliberative nazionali sotto la pressione della “sovranità dei mercati” dimostrano inoltre che essa non è in grado neanche di assicurare la libertà individuale e la partecipazione dei popoli ai processi decisionali. Un numero crescente di persone si sta convincendo che il capitalismo va superato se si vuole che l’economia stia al servizio dell’uomo e non viceversa.

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