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L’Europa, così com’è, agisce male perché l’Italia è troppo debole

Perché è questo ciò che non ha capito Renzi, essendo un efficiente politico ma non uno statista: prima o poi, la realtà dei dati e dei rovesci investirà anche lui e la sua folta squadra di ammiratori affascinati ed in quella circostanza nulla e nessuno potrà salvarlo da un fallimento epocale che potrebbe, purtroppo, coincidere col fallimento dell’Italia.

... qualcosa di Sinistra!

Quando sarà terminata quest’ebbrezza corale per l’ ”uomo sicuro di se” del momento e si tornerà ad analizzare i dati concreti del Paese, penso che diversi cittadini comprenderanno che le fantastiche riforme, tanto glorificate in questi giorni, oltre a distruggere lo spirito originario della Costituzione, non servono proprio a nulla. Non servono perché non producono un solo posto di lavoro né, tanto meno, rendono più efficiente il nostro sistema decisionale (sempre che tutta questa velocità sia un bene) e non è neanche vero che ci permettano di risparmiare cifre elevate, dato che i turisti in gita-premio, i consiglieri regionali, per intenderci, che verranno a Roma a fare non si sa che, saranno comunque a carico delle rispettive regioni e dei rispettivi comuni, cioè a carico nostro, per quanto riguarda il pasto e la dimora nella Capitale.

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Origine dell’autoritarismo

Sinistra Anticapitalista

daIl Manifesto

Pubblichiamo l’ interessante articolo di Gianni Ferrara che mette in luce la natura autoritaria delle riforme istituzionali proposte dal governo Renzi (ndr.)

Con­ti­nua da giorni con­vulsi e da notti sof­ferte l’ostruzionismo che sulla «riforma della Costi­tu­zione» pro­po­sta da Renzi e in discus­sione al Senato, oppone alla furia del revi­sio­ni­smo senza prin­cipi, i prin­cipi del costi­tu­zio­na­li­smo. Quelli dei limiti al potere e delle isti­tu­zioni del con­tro­po­tere. L’impronta musco­lare impressa da Renzi al con­flitto rischia di offu­scarne le ragioni. È bene per­ciò ripro­porle. Atten­gono alla democrazia.

Renzi, a fronte delle riserve, obie­zioni, cri­ti­che, espresse sulla sua «riforma», afferma che defi­nirla svolta auto­ri­ta­ria «signi­fica liti­gare con la realtà». Ma è la realtà che lo smen­ti­sce. Ne rivela la verità. La trae da come fu con­ce­pita e da chi, dal modo come è dise­gnata e la si vuole defi­nire, dal come ver­rebbe con­fi­gu­rato l’organo che ne è l’oggetto, dagli effetti che sull’intero appa­rato sta­tale deri­ve­reb­bero dalla sua approvazione.

Non si può elu­dere…

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Nicola Fratoianni, Sel: Non siamo ricattabili

Nicola Fratoianni intervistato dal Manifesto, di Daniela Preziosi.
Una sin­tesi era pos­si­bile. Non l’hanno voluta. La rispo­sta è un ricatto e noi non siamo ricat­ta­bili. Ci hanno detto: arren­de­tevi senza condizioni.

Sinistra Ecologia e Libertà - Faenza

Ono­re­vole Nicola Fra­to­ianni, Renzi vi ha cac­ciato dalle alleanze future. Ha detto: «Una mag­gio­ranza con chi mi accusa di stu­prare la Costi­tu­zione non la farei: vin­ce­remo le regio­nali senza di loro».
Sono basito. L’impressione è che Renzi fati­chi a tro­vare gli argo­menti alle obie­zioni che noi fac­ciamo e quindi ci voglia solo zit­tire. La sua è pro­pa­ganda: noi non siamo Grillo, non par­liamo di ’stu­pro alla Costi­tu­zione’ né di ’colpo di stato’. Cri­ti­chiamo in modo duro una riforma che per noi è sba­gliata. Le alleanze non c’entrano niente, con­ti­nue­remo a par­lare di con­te­nuti. Gli ricordo solo che senza i voti di Sel oggi a Palazzo Chigi ci sarebbe Forza Ita­lia. E in molte realtà ter­ri­to­riali dove il cen­tro­si­ni­stra è buon governo, avreb­bero vinto le destre.

Lui è con­vinto che il suo Pd ce la farà da solo.
I demo­cra­tici nei ter­ri­tori la pen­sano come lui? In Sar­de­gna senza i voti…

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Sel avverte Renzi: “Si rompe tutto” (Salvatore Cannavò).

Da Il Fatto Quotidiano
La prova muscolare, quindi va avanti, e in ‪#‎Sel‬ invitano a ricordarsi del 2008, quando Walter Veltroni‬, dopo l’esperienza ‪#‎Prodi‬, decise di ‪‎rompere‬ qualsiasi rapporto alla ‪#‎sinistra‬ del ‪#‎Pd‬. Finì male‬, per tutti.

Triskel182

VendolaALLEATI IN GUERRA

Nichi Vendola ieri lo aveva fatto capire delicatamente: “Vogliamo capire – aveva spiegato in una intervista a Repubblica – se il Pd ha scelto un’alleanza strategica e di lungo periodo con la destra. In quel caso ne trarremo le conseguenze”. Massimiliano Smeriglio, che di Sel è il capo dell’organizzazione e che governa da vicepresidente la Regione Lazio, sentito dal Fatto è più esplicito: “Siamo pronti a tutto, anche a rompere le alleanze locali. Ma non credo che il Pd arriverà a tanto”.  SEL, DUNQUE, NON ARRETRA. Nel partito guidato da Vendola sembra che la scissione di Gennaro Migliore abbia conferito nuova energia: “Il mio rammarico, dice Smeriglio, è che poteva essere così fin dall’inizio della legislatura perché si può fare una battaglia dura anche con numeri esigui”. Il dato politico è sotto gli occhi di tutti: Sel sembrava marginalizzata e tramortita dall’esodo di deputati che l’hanno…

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#Riforme istituzionali

Da Sel Belgio.  L’intervento di Nicola Fratoianni: Si tratta di aprire uno spiraglio concreto da un lato al ritiro degli #emendamenti e dall’altro a rimettere in discussione i punti più discutibili della #riforma del #Senato: l’elettività dei senatori, l’innalzamento del numero delle firme necessario per convocare #referendum abrogativi e leggi di iniziativa popolari, l’intreccio con la legge elettorale.

Disponibili a ritirare gli emendamenti, ma solo a fronte di una disponibilità del governo a ridiscutere i punti chiave della riforma, a partire dall’elettività dei senatori. Il coordinatore di SEL Nicola Fratoianni, la presidente del Gruppo Misto SEL Loredana De Petris e due senatori del gruppo Misto, Francesco Campanella e Maria Mussini, in conferenza stampa al Senato, hanno chiarito i termini del possibile accordo con maggioranza e governo sul ritiro degli emendamenti.
La proposta avanzata dal senatore dissidente del Pd Chiti, rinviare a settembre il voto finale sulla riforma per avere tempo di riflettere sul merito, era infatti stata derubricata nel frattempo da Renzi, già lunedì sera con tempestivo quanto a tutti gli effetti sabotatorio comunicato, in una specie di assurdo rinvio del voto dall’8 agosto al 2 settembre, senza altro scopo che quello di concedere una settimana di spensierate ferie ai senatori.
Già in aula la senatrice De Petris…

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Con la lotta delle senatrici e dei senatori contro la stravogimento della Costituzione

umbriapost

Alle senatrici e ai senatori che in questo momento stanno combattendo una dura battaglia parlamentare contro lo stravolgimento della Costituzione, vogliamo dire: non siete soli!

logolistatsiprasLa vostra battaglia è anche la nostra!

Non sarà il bavaglio della “ghigliottina” a fermarla.

Nonostante il linciaggio mediatico, la campagna di bugie e le pesanti pressioni istituzionali cui siete sottoposti, la vostra azione sta accendendo i riflettori su una manomissione della Costituzione che si vuole imporre nel clima di distrazione di un Paese in cui scuole, università, fabbriche e uffici stanno chiudendo per le ferie estive.

Noi pensiamo che non possa essere legittimato a cambiare la Costituzione un Parlamento figlio di una legge elettorale incostituzionale.

Siamo convinti che la riduzione del Senato a una Camera di serie B, l’innalzamento delle firme necessarie per l’esercizio di istituti di democrazia diretta, assieme alla approvazione dell’Italicum, travolgerebbero  ogni logica democratica di equilibrio e di bilanciamento  dei poteri.

Grazie ad…

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Condominio Italia

Il “condominio” metafora della nostra nazione, per capire la legge elettorale che va approvandosi. Da leggere.

Essere Sinistra

assemblea-condominio1

di Sil Bi

Immaginate un condominio che, nella sua assemblea annuale, stabilisse quanto segue:
– L’Assemblea può deliberare anche se non vi sono rappresentati i proprietari del 50%+1 dei millesimi;
– Le decisioni si intendono assunte se approvate dal 37.5% dei presenti;
– Il 37.5% dei presenti può scegliere il giudice eventualmente chiamato a dirimere le controversie che dovessero nascere a causa delle decisioni assunte.

Immaginate che queste novità venissero proposte dal nuovo inquilino del palazzo, giovane ed intraprendente, che ha ricevuto le deleghe da un buon numero di condòmini – alcuni anziani, altri in procinto di trasferirsi in un’altra città – e che il proprietario dell’appartamento del piano terra, sempre critico e brontolone, se ne fosse rimasto a casa.

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