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#PotereAlPopolo, assemblea nazionale il 17 dicembre

Costruiamo una lista popolare per le prossime elezioni politiche!
DOMENICA 17 DICEMBRE ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA ALLE ORE 10
Di seguito l’evento su Fb: https://www.facebook.com/events/1561646270587701/

Il 18 novembre 800 persone hanno riempito il Teatro Italia.
Quando abbiamo lanciato quella proposta non pensavamo che così tante e tanti potessero accoglierla e immediatamente mobilitarsi a partire dai loro territori, dalla loro quotidianità.
Evidentemente la stanchezza e l’insoddisfazione ad assistere impotenti al rituale per cui sempre le stesse persone, senza rompere con chi ha affossato le classi popolari di questo paese, si candidano a rappresentare “la sinistra” sono sentimenti diffusi e radicati.
Così come è diffusa, però, la voglia di costruire percorsi nuovi, radicali, aperti, che nascano e si sviluppino in connessione con il popolo e le sue esigenze, che tutelino ambiente, sanità, istruzione, lavoro, giustizia sociale, solidarietà, che stiano al fianco dei più deboli, alla maggioranza della popolazione.
Questo messaggio, semplice, lanciato prima da un video che ha fatto il giro dei social e poi da tante e tanti intervenuti dal palco del Teatro Italia il 18 novembre, ha attraversato tutto il paese, dal profondo sud al nord della penisola.
Qualcosa di imprevedibile si è prodotto. 60 assemblee convocate in tutte le regioni, in tante province, si sono messi all’opera reti, associazioni, comitati, attivisti ma anche tante persone che hanno semplicemente a cuore il presente e il futuro di questo paese e non vogliono più subire governi scellerati. Ne è venuto fuori un programma elaborato collettivamente, a cui ogni gruppo attivo e ogni singolo sta contribuendo con integrazioni e aggiunte, suggerimenti e idee a partire anche dalle istanze che vivono nel territorio di provenienza.
A distanza di un mese dalla scorsa assemblea e a fronte del percorso iniziato riconvochiamo un nuovo appuntamento nazionale a Roma per mostrarci a tutto il paese e ai media che continuano a tacere, per ricominciare, per non smettere di costruire qualcosa che vada da qui a cinque, a dieci anni. Ricominciamo a pensare di poter fare la storia, di poter dare potere al popolo, alla maggioranza che non decide mai e subisce! Perché non possiamo sognare, e realizzare un poco alla volta questo sogno?

#PotereAlPopolo

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Come è andata a finire (le inchieste di Report) ?

Triskel182

Dove paga le tasse Amazon (e che fine ha fatto la web tax), il sistema Molise (e i fondi a pioggia della regione al nuovo governatore), i rapporti tra Shale gas e il terremoto in Emilia, il lusso del made in Italy, il Coni dei conflitti di interesse, mafia capitale: come sono andate a finire queste inchieste di Report?

Circa un’ora prima il presidente del consiglio più amato dagli italiani era in televisione ha mostrare il suo “racconto”, la sua visione dell’Italia che ce la può fare, se lascia da parte i soliti pessimismi, se crede in se stessa.

La corruzione, le inchieste su Expo, mafia capitale, Mose e via discorrendo? Chi sbaglia paga, non è unbuon motivo per rinunciare alle Olimpiadi.

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Eroi un par di palle (Marco Travaglio).

” la differenza fra i vecchi e i nuovi politici non è che abbiano smesso di rubare: ma solo di vergognarsi.”

Triskel182

Nardi (2)

Allegria! Torna – lo annuncia Repubblica – il finanziamento pubblico ai partiti. Qualcuno dirà: perché, era mai andato via? No, ma l’anno scorso era passata una legge targata Letta che lo trasformava da diretto a indiretto: dal 2017 i partiti incasseranno più o meno gli stessi soldi di prima a carico nostro, ma sotto forma di sconti e agevolazioni al posto dei “rimborsi” a pioggia e a forfait. Solo che ora dovranno almeno rendicontare le spese elettorali, mentre prima si facevano rimborsare anche quelle inesistenti. E non ne vogliono sapere, anche perché per vent’anni si erano regalati un paio di miliardi camuffati da rimborsi per le campagne elettorali, mentre per i tre quarti erano finanziamenti alle loro elefantiache strutture, ma non potevano ammetterlo, salvo confessare la truffa per aggirare il referendum del 1993.

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Trivelle, incenerimento senza limiti, beni comuni svenduti e cemento senza regole: lo Sblocca Italia è legge

«Questo provvedimento costruisce un piano complessivo di aggressione ai beni comuni. E rilancia con forza i processi di privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali»

5 MINUTI PER L'AMBIENTE

L’ex vicepresidente della Corte Costituzionale, Paolo Maddalena, ha definito il decreto Sblocca Italia «eversivo». Intellettuali, politici e movimenti lo hanno definito «una minaccia per la democrazia». Il decreto è stato convertito in legge la notte del 5 novembre scorso, dopo che il Governo ha posto per due volte la fiducia. Un’imposizione che ha tutto il sapore del “regime di Stato”.italiaapezzi

«Questo provvedimento costruisce un piano complessivo di aggressione ai beni comuni tramite il rilancio delle grandi opere, misure per favorire la dismissione del patrimonio pubblico, l’incenerimento dei rifiuti, nuove perforazioni per la ricerca di idrocarburi e la costruzione di gasdotti, oltre a semplificare e deregolamentare le bonifiche. E rilancia con forza i processi di privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali»: sono le parole con cui il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua commenta il decreto convertito in legge. Il Forum si è mobilitato a fianco degli operai che a…

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Resistere o rinunciare?

Essere Sinistra

elezioni regionali

di Simona GHINASSI STROCCHI

Ciò che è accaduto domenica 23 novembre 2014 in Emilia Romagna e in Calabria riguardo allo svolgimento delle Elezioni per il rinnovo dei due Consigli Regionali, è lo specchio evidente di ciò che sta succedendo in Italia in questo momento.
I cittadini hanno rinunciato a scegliere, hanno dimenticato di avere il diritto sacrosanto di contare ancora qualcosa, di autodeterminare non solo il loro destino, ma anche quello di chi verrà dopo di loro. Ma hanno dimenticato anche il loro dovere di cittadini consapevoli e questo è il danno più grande che si possa fare alla democrazia.

Troppo facile assolversi per qualcuno che sta in cima alla montagna e guarda in basso, così come è troppo facile ridurre a mero effetto secondario sul quale fare spallucce, l’insuccesso dimostrato dai dati di affluenza alle urne. Troppo facile dare sempre la colpa alla politica, qualunque essa sia. Il problema…

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Salvini, il nuovo prodotto dello show bipolarista

DEMOCRAZIA E LAVORO

Il nuovo pro­dotto è pronto. La poli­tica in crisi di con­senso deve pro­durre lea­der, ven­derli e pro­durne di nuovi, per ali­men­tare lo spet­ta­colo dello scon­tro bipo­la­ri­sta e il flusso illusione-disillusione su cui si basa. Il nuovo pro­dotto è natu­ral­mente Mat­teo Sal­vini. I nuovi pro­dotti poli­tici ven­gono sem­pre lan­ciati da mas­sicce cam­pa­gne pub­bli­ci­ta­rie, ma forse la cam­pa­gna per la pro­du­zione e per la pro­mo­zione di Sal­vini non ha pre­ce­denti. D’altra parte si par­tiva da con­di­zioni dif­fi­cili: una Lega al 3 per cento. L’avventura era par­ti­co­lar­mente affascinante.

Il segre­ta­rio della Lega è inin­ter­rot­ta­mente in tele­vi­sione, spesso due volte al giorno, dalla cam­pa­gna elet­to­rale per le euro­pee. Non può essere solo per­ché «fa audience» (fa audience?). Dopo, ci si pro­duce in con­ti­nue ana­lisi sul per­ché la Lega cre­sca nei son­daggi, cele­brando le doti del lea­der, le sue abi­lità comu­ni­ca­tive, la sua bra­vura ad inter­cet­tare gli umori popo­lari. La Lega cre­sce per­ché Sal­vini è in tele­vi­sione due volte al giorno. Una parte secon­da­ria…

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