Archivi tag: riforme

LA SOLITUDINE DI DI MATTEO “QUESTO PAESE È INDIFFERENTE” (Sandra Rizza).

Triskel182

Di MatteoUN PENTITO ANNUNCIA “IL TRITOLO” PER IL PM DELLA TRATTATIVA, SILENZI E VELENI IN PROCURA E AI PIANI ALTI DI PALERMO. LUI AI 2.000 IN PIAZZA: “NON VI ADEGUATE”.

Palermo – Il tritolo per lui è nascosto da qualche parte nelle borgate di Palermo, ma da 48 ore, da quando cioè il neopentito Vito Galatolo ha raccontato che il piano di morte per Nino Di Matteo è pronto a scattare, non una mail e neppure un sms è arrivato al magistrato sotto minaccia da parte dei colleghi della Procura di Palermo. “Niente di niente”, dice un amico che lo conosce bene. Dopo due anni di continue intimidazioni, il pm della “trattativa” continua a rimanere un uomo solo. Per questo ieri mattina, dritto nella piazza davanti al Palazzo di Giustizia, il magistrato non ha trattenuto la commozione davanti agli studenti, coordinati da Scorta Civica e dalle Agende Rosse, che si sono…

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I mille volti dello sciopero sociale

umbriapost

Quinto Stato. «Metropolitano», «di genere», «migrante», «online», «per la cultura e la scuola». Da Milano a Napoli, da Roma a Torino, passando per Pisa, Bologna e Venezia cortei, blocchi e sit-in: venticinque città contro il Jobs ActL’ambizione dello scio­pero sociale, orga­niz­zato oggi in ven­ti­cin­que città dai sin­da­cati di base (Cobas, Usb Cub e Adl Cobas), dai cen­tri sociali, dagli stu­denti (Rete della Cono­scenza) e da asso­cia­zioni del lavoro pre­ca­rio o a par­tita Iva è rap­pre­sen­tare tutte le sfu­ma­ture della sotto-occupazione, dei sotto-salari, del lavoro povero, volon­ta­rio e ser­vile esi­stenti in Ita­lia. Secondo i pro­mo­tori, que­sta con­di­zione verrà dra­sti­ca­mente peg­gio­rata dal Jobs Act in discus­sione in par­la­mento, con l’abolizione dell’articolo 18 per i neo-assunti e l’introduzione del «con­tratto a tutele cre­scenti» che sospende i diritti dei lavo­ra­tori per un lungo periodo a discre­zione dell’impresa.La piat­ta­forma richiede l’abolizione dei 46 con­tratti pre­cari della legge 30; la crea­zione di un sala­rio minimo euro­peo da 10 euro e un red­dito di base uni­ver­sale finan­zia­bile con la…

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La Troika e il deficiente

Lui pensa che l’arte della politica si riduca a un battibecco su twitter, un trucco da saltimbanco, un gioco di specchi deformanti.
Se non si trova il modo di fermarlo, il mentecatto svenderà le nostre vite e ci ridurrà a servi del mercato.

Il Blog Di Giuseppe Aragno

download«Perché se non lo capiamo noi, ce lo spiega Bruxelles!»…
Solo un cretino totalmente incapace e innamorato di se stesso  avrebbe avuto il coraggio di spiegare così il motivo per cui attacca ferocemente i diritti dei lavoratori. Se quello che ha detto è vero – e come si fa a dubitarne? – il demente ha pubblicamente riconosciuto di non contare nulla, ha ammesso che l’articolo 18 lui lo cancella per vendere i lavoratori ai padroni come gli hanno ordinato di fare. Stasera sappiamo che in giro c’è un deficiente con un enorme potere; un ebete che pubblicamente dichiara la sua impotenza politica e la sua totale subordinazione al capitale finanziario; un gradasso che, dopo aver minacciato sfracelli e rivoluzioni – «l’Europa la cambio io!» – non si rende nemmeno conto di aver fatto pubblicamente il notaio del suo fallimento politico. Chiunque sentirebbe il bisogno di andarsene a casa…

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Riforme, Zagrebelsky: “La finanza comanda i governi, compreso il nostro”

#Riforme #Zagrebesky #Finanza

Sinistra Anticapitalista

Pubblichiamo l’interessante intervista a Zagrebesky pubblicata su Il Fatto quotidiano in cui il presidente emerito della Corte costituzionale che illustra bene il progetto autoritario portato avanti da Renzi. Come abbiamo già scritto siamo di fronte a un progetto autoritario che mira all’azzeramento delle minoranze e alla costruzione di un parlamento in cui prevalgono le forze allineate sulle politiche capitaliste e liberiste al fine di continuare a imporre senza intoppi le politiche dell’austerità. (vedi Respingiamo le controriforme istituzionali…).  Indubbiamente noi non coltiviamo la stessa adorazione della Costituzione del 48, pensiamo a forme superiori di democrazia consiliare e di autogestione diretta della società, espressione del potere e degli interessi della classe lavoratrice. Le riforme in atto, tuttavia, vanno in tutt’altra direzione: devono esser fatte per assicurare gli interessi del padronato in questa nuova fase storica in cui come si coglie a tratti nell’intervista a Zagrebelsky. Per queste ragioni pensiamo che sia necessario…

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“Riforma? È lo strapotere assoluto della maggioranza” (Silvia Truzzi).

Triskel182

GrossoIl giurista Carlo Federico Grosso.

La frase è questa: “Fare non significa fare bene”. Carlo Federico Grosso – avvocato, professore emerito di Diritto penale all’Università di Torino – ha più di una perplessità sul pasticcio agostano delle riforme. E sulla fretta, notoriamente cattiva consigliera, che ha portato il Parlamento ad approvare “alla cieca” il nuovo “Senato regionale”.  Professore, perché ha firmato l’appello del Fatto?  Penso che una riforma costituzionale in direzione monocamerale possa condurre a un’utile semplificazione dell’attività di produzione legislativa. Essa dovrebbe tuttavia inserirsi in una cornice razionale d’interventi coordinati, in grado di assicurare la dialettica tra le forze politiche ed evitare il rischio di uno ‘strapotere’ della maggioranza. Il nuovo sistema è stato approvato in prima lettura dal Senato senza, addirittura, neppure conoscere quale sarà, esattamente, il sistema elettorale per la Camera.

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