Archivi tag: Senato

Poltronificio Renzi: municipalizzate e partecipate. Le nomine nelle società che dovevano sparire.

Triskel182

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Cottarelli voleva ridurle da 8mila a mille. Renzi twittava: “Sfoltire”. Invece le aziende pubbliche continuano a dare incarichi. Da Poste a Finmeccanica fino ad Atac ed Eur, ecco la carica dei nominati.

Disboscare, ridurre, razionalizzare. Erano le parole d’ordine del governo sulle società controllate dallo Stato e sulle partecipate locali. Ma mentre il commissario alla Spending scriveva i suoi piani la giostra degli incarichi continuava indisturbata. Sulle poltrone, a prescindere dalle competenze, si accomodano fedelissimi del giglio magico e trombati della vecchia guardia. Così le società pubbliche sono sopravvissute ancora.

Era l’occasione buona per disboscare la giungla delle società pubbliche. A dare il “la” è stato il premier Matteo Renzi, fresco di incarico, a suon di tweet. Quello datato 8 aprile 2014 faceva ben sperare: #municipalizzate “sfoltire e semplificare”. A distanza di molti mesi tocca però constatare che il nuovo corso della politica non ha interrotto le vecchia abitudine di utilizzare le…

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Walter Tocci: le mie dimissioni

Walter Tocci #Pd si dimette da Senatore, Dopo approvazione Job-Act
“Queste scelte sono, a mio parere, in contrasto con il mandato ricevuto dagli elettori. Non erano certo contenute nel programma elettorale che abbiamo sottoscritto come parlamentari del Pd nel 2013”.

un filo rosso

La coerenza: una dote preziosa, sempre più rara nell’Italia di oggi. Introvabile quasi, nel nostro Parlamento.
“A me rimane il problema di conciliare due principi opposti: la coerenza con le mie idee e la responsabilità verso il mio partito e il governo. Ho trovato solo una via d’uscita dal dilemma: voterò la fiducia al governo, ma subito dopo prenderò atto dell’impossibilità di seguire le mie idee e mi dimetterò da Senatore della Repubblica. 
È una decisione presa di fronte alla mia coscienza, senza alcun disegno politico per il futuro. Però continuerò come militante in tutte le forme possibili il mio impegno politico. È stato e sarà ancora la passione della mia vita”.

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Origine dell’autoritarismo

Sinistra Anticapitalista

daIl Manifesto

Pubblichiamo l’ interessante articolo di Gianni Ferrara che mette in luce la natura autoritaria delle riforme istituzionali proposte dal governo Renzi (ndr.)

Con­ti­nua da giorni con­vulsi e da notti sof­ferte l’ostruzionismo che sulla «riforma della Costi­tu­zione» pro­po­sta da Renzi e in discus­sione al Senato, oppone alla furia del revi­sio­ni­smo senza prin­cipi, i prin­cipi del costi­tu­zio­na­li­smo. Quelli dei limiti al potere e delle isti­tu­zioni del con­tro­po­tere. L’impronta musco­lare impressa da Renzi al con­flitto rischia di offu­scarne le ragioni. È bene per­ciò ripro­porle. Atten­gono alla democrazia.

Renzi, a fronte delle riserve, obie­zioni, cri­ti­che, espresse sulla sua «riforma», afferma che defi­nirla svolta auto­ri­ta­ria «signi­fica liti­gare con la realtà». Ma è la realtà che lo smen­ti­sce. Ne rivela la verità. La trae da come fu con­ce­pita e da chi, dal modo come è dise­gnata e la si vuole defi­nire, dal come ver­rebbe con­fi­gu­rato l’organo che ne è l’oggetto, dagli effetti che sull’intero appa­rato sta­tale deri­ve­reb­bero dalla sua approvazione.

Non si può elu­dere…

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#Riforme istituzionali

Da Sel Belgio.  L’intervento di Nicola Fratoianni: Si tratta di aprire uno spiraglio concreto da un lato al ritiro degli #emendamenti e dall’altro a rimettere in discussione i punti più discutibili della #riforma del #Senato: l’elettività dei senatori, l’innalzamento del numero delle firme necessario per convocare #referendum abrogativi e leggi di iniziativa popolari, l’intreccio con la legge elettorale.

Disponibili a ritirare gli emendamenti, ma solo a fronte di una disponibilità del governo a ridiscutere i punti chiave della riforma, a partire dall’elettività dei senatori. Il coordinatore di SEL Nicola Fratoianni, la presidente del Gruppo Misto SEL Loredana De Petris e due senatori del gruppo Misto, Francesco Campanella e Maria Mussini, in conferenza stampa al Senato, hanno chiarito i termini del possibile accordo con maggioranza e governo sul ritiro degli emendamenti.
La proposta avanzata dal senatore dissidente del Pd Chiti, rinviare a settembre il voto finale sulla riforma per avere tempo di riflettere sul merito, era infatti stata derubricata nel frattempo da Renzi, già lunedì sera con tempestivo quanto a tutti gli effetti sabotatorio comunicato, in una specie di assurdo rinvio del voto dall’8 agosto al 2 settembre, senza altro scopo che quello di concedere una settimana di spensierate ferie ai senatori.
Già in aula la senatrice De Petris…

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Con la lotta delle senatrici e dei senatori contro la stravogimento della Costituzione

umbriapost

Alle senatrici e ai senatori che in questo momento stanno combattendo una dura battaglia parlamentare contro lo stravolgimento della Costituzione, vogliamo dire: non siete soli!

logolistatsiprasLa vostra battaglia è anche la nostra!

Non sarà il bavaglio della “ghigliottina” a fermarla.

Nonostante il linciaggio mediatico, la campagna di bugie e le pesanti pressioni istituzionali cui siete sottoposti, la vostra azione sta accendendo i riflettori su una manomissione della Costituzione che si vuole imporre nel clima di distrazione di un Paese in cui scuole, università, fabbriche e uffici stanno chiudendo per le ferie estive.

Noi pensiamo che non possa essere legittimato a cambiare la Costituzione un Parlamento figlio di una legge elettorale incostituzionale.

Siamo convinti che la riduzione del Senato a una Camera di serie B, l’innalzamento delle firme necessarie per l’esercizio di istituti di democrazia diretta, assieme alla approvazione dell’Italicum, travolgerebbero  ogni logica democratica di equilibrio e di bilanciamento  dei poteri.

Grazie ad…

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Patto Renzi-B. Il documento c’è ma è top secret (Fabrizio d’Esposito).

Il Fatto Quotidiano
I dubbi di ‪#‎StefanoRodotà‬ : ”Perché non divulgarlo?” La segretezza del patto del ‪#‎Nazareno‬ è il macigno più vistoso sul “percorso riformatore” che il ‪#‎premier‬ ostenta a tutte le ore del giorno. Uno dei primi a denunciare questo scandalo è stato il giurista Stefano Rodotà: “‪#‎MatteoRenzi‬ ha detto di aver tolto tutte le le forme di ‪#‎segreto‬, ma perché allora non inizia con il togliere anche il segreto sul patto del Nazareno che è incompatibile con la #politica.

Triskel182

In cassaforteIL PATTO DEL NAZARENO TRA RENZI E B. È SCRITTO E FIRMATO. MA TOP SECRET
SONO TRE I PUNTI DELL’INTESA: SENATO, ITALICUM E RIFORMA DELLA GIUSTIZIA.

Fu sottoscritto il 18 gennaio nella sede del Pd tra il premier e il pregiudicato: riguarda l’Italicum, Palazzo Madama (e la giustizia).

Il patto del Nazareno è un testo scritto segreto e custodito gelosamente dai due contraenti e firmatari: Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, lo Spregiudicato e il Pregiudicato. A rivelarlo al Fatto è un berlusconiano di altissimo rango che rivela: “Esiste un testo scritto, ne sono certissimo, non certo, ed è stato firmato e controfirmato”. Da sei mesi, da quel fatale incontro di sabato pomeriggio al Nazareno, era il 18 gennaio, circola la voce, ai limiti della leggenda, su un documento sottoscritto dal segreterio del Pd, allora non ancora premier, e il Condannato. Adesso però che le riforme concordate da Pd e Forza…

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