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Noi Votiamo La Sinistra!

Alle elezioni europee del 26 maggio vota e fai votare la Sinistra. Per l’Europa dei popoli, per la salvaguardia dei diritti! Partecipa all’evento su Facebook e diffondilo a tua volta.
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Contro il neoliberismo, contro i nazionalismi

Le prossime elezioni europee rappresentano una sfida molto alta: costruire uno spazio politico alternativo sia alla prosecuzione delle politiche neoliberiste, causa di disuguaglianze e povertà, sia al crescere della barbarie dei razzismi e dei nazionalismi.
Uno spazio a disposizione di quei movimenti che oggi costituiscono la principale speranza su scala planetaria: il movimento delle donne che partendo dalla denuncia della violenza maschile mette in discussione tutte le forme di dominio – di sesso, di classe, di culture -, ed il movimento per il clima e l’ambiente che vede una generazione di ragazze e ragazzi pretendere un futuro per la terra e le specie viventi, quindi un cambiamento radicale del modello di sviluppo. Uno spazio a disposizione di chi nel nostro paese in questi anni ha condiviso l’impegno per la difesa e l’attuazione della Costituzione nata dalla Resistenza, le lotte per la difesa dei beni comuni e i diritti civili e sociali, l’opposizione alle “riforme” neoliberiste a partire da quella delle pensioni, alle privatizzazioni, alla precarizzazione del lavoro. Uno spazio per chi si schiera da anni contro xenofobia e razzismo nelle mobilitazioni e nella solidarietà attiva.
L’Europa che vogliamo costruire si fonda sulla democrazia reale e sull’autodeterminazione di donne e uomini; sulla giustizia sociale, ambientale e fiscale; sulla redistribuzione della ricchezza e del lavoro; sulla riconversione ambientale e sociale dell’economia; sul diritto al reddito e sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, sulla solidarietà contro le politiche securitarie e di respingimento delle e dei migranti; sulla pace, il disarmo e la cooperazione internazionale.
Per questo è necessario rompere la gabbia neoliberista definita dai trattati e porre fine alle politiche di austerità, che hanno aumentato le disuguaglianze sociali nei paesi della UE e gli squilibri fra paesi dell‘Unione, fornendo terreno fertile per i tanti imprenditori della paura e dell’odio, facendo risorgere nazionalismi, xenofobia, razzismo.
Lavoriamo in Italia ed in Europa per la confluenza di tutte le soggettività politiche, culturali, sociali, civiche e di movimento, che si battono per l’uguaglianza, la solidarietà, l’umanità, con un programma i cui punti fondamentali si articolano a partire dalla piattaforma del Partito della Sinistra Europea.

1  NO alla UE delle élites e dei tecnocrati, per la rifondazione democratica dell’Europa.

Oggi nell’Unione Europea, gli effettivi poteri sono concentrati nella Commissione e nel Consiglio, a scapito del Parlamento, solo organo elettivo. La Banca Centrale Europea non risponde a nessun organismo democratico. Sono gli esiti fallimentari dell’idea che l’unità europea si potesse costruire a partire dal mercato unico e dal suo allargamento, che ci ha portato all’impianto neoliberista dei trattati, peggiorato durante la crisi dall’intervento della Troika e da nuove misure restrittive. La recente proposta di Aquisgrana ribadisce il primato dell’asse franco-tedesco, accentuando la militarizzazione della Ue e dei suoi confini.
Siamo per la radicale rifondazione democratica dell’Europa.
Va abolita la Troika. Vanno ampliati i poteri del Parlamento Europeo a scapito degli organismi intergovernativi come il Consiglio e la Commissione. La Banca Centrale Europea deve essere sottoposta al potere di indirizzo del Parlamento Europeo. Vanno potenziate tutte le forme di espressione e di democrazia diretta dei cittadini su scala europea.
Il nostro obiettivo è quello di aprire subito un percorso costituente per un’Europa federale che ponga alla sua base i diritti sociali, civili, di libertà, delle persone.

2  STOP austerità e neoliberismo: cancellare il Fiscal Compact, disobbedire ai trattati.

Oggi di fronte al rischio dell’esplodere di una nuova bolla finanziaria continuare con le politiche di austerità è totalmente irresponsabile. La risposta non può che essere la disobbedienza ai trattati per imporre una svolta e difendere i diritti di tutte e tutti.
Il Parlamento europeo pochi mesi fa ha rifiutato di inserire nei trattati il Fiscal Compact, ma la Commissione continua a applicarne i parametri folli. Parametri che per quel che riguarda l’Italia, considerano “naturali” gli attuali livelli di disoccupazione, oltre il 10%.
Il Fiscal Compact deve essere cancellato. Così come deve essere eliminato dalla Costituzione italiana il principio del pareggio di bilancio.
Vanno radicalmente riscritti i trattati, cambiando i parametri arbitrari di Maastricht e cancellando i principi fondativi del neoliberismo che li ispirano, quali la competitività, la libera circolazione dei capitali senza alcuna regolazione della finanza speculativa.
Vanno trasformati missione, ruolo, strumenti della BCE: il suo obiettivo deve diventare la piena e buona occupazione, deve rispondere agli indirizzi del Parlamento europeo, deve essere prestatore di ultima istanza, contrastando in questo modo ab origine il ricatto della speculazione e dello spread. Va istituita un’agenzia di rating pubblica per sottrarsi al solo giudizio di quelle private attualmente operanti. Vanno avviate commissioni di audit sulla formazione del debito che, come nel caso italiano non è dovuto a eccesso di spesa sociale ma alla separazione del Tesoro dalla Banca d’Italia avvenuto nel 1981.
Va promossa una conferenza internazionale, per la ristrutturazione del debito, come è successo con il taglio del debito tedesco dopo la II Guerra Mondiale.

STOP paradisi fiscali, STOP finanza tossica

La UE calcola che ogni anno si perdano oltre 1000 miliardi di euro tra evasione ed elusione fiscale. I paradisi fiscali sono anche dentro l’Europa, in Lussemburgo, Paesi Bassi, Irlanda.
E’ urgente una bonifica del sistema finanziario. Il valore dei derivati è oggi superiore di 3 volte a quello del 2008, 33 volte il Pil mondiale. Nella UE della libertà assoluta di movimento dei capitali, la finanza speculativa non ha nessuno controllo.
Per questo proponiamo di:
• armonizzare i sistemi fiscali secondo criteri di progressività e introducendo una patrimoniale che si applichi a tutte le forme di ricchezza mobiliari ed immobiliari
• vietare tutte le transazioni con i paradisi fiscali anche quando si tratta di stati membri della UE, sanzionando le banche che hanno relazioni con i paradisi fiscali;
• introdurre un’aliquota minima sulle società del 25% in tutti gli Stati membri. Tutte le multinazionali, con particolare riguardo a quelle del web, devono garantire piena trasparenza delle loro attività attraverso la rendicontazione paese per paese e pagare le tasse dove realizzano un profitto;
• introdurre una vera tassazione sulle transazioni finanziarie a solo fine speculativo, ovvero la Tobin Tax e il controllo sui movimenti dei capitali;
• attuare una drastica limitazione dei derivati, proibire le vendite allo scoperto;
• separare in modo netto le banche commerciali da quelle di investimento.

4  STOP TTIP, per un commercio equo e sostenibile.

Va abolita l’istituzione di commissioni arbitrali private, uno spazio giuridico sottomesso alle leggi del mercato, a cui le grandi multinazionali potranno denunciare le istituzioni pubbliche che con norme di protezione del lavoro o dell’ambiente, a loro avviso compromettano la remunerazione degli investimenti.
I parlamenti nazionali, fra cui quello italiano non devono ratificare l’approvazione avvenuta in sede europea del Ceta, l’accordo di libero scambio tra Canada e UE, né va consentito alla Commissione UE di forzare nuovamente per l’approvazione del TTIP.
Le politiche commerciali europee devono all’opposto essere subordinate al rispetto dei diritti del lavoro e alla salvaguardia della natura, attraverso la definizione di standard retributivi, dei diritti, ambientali.

5  Un Green New Deal per la natura, il clima, la transizione ecologica dell’economia.

Secondo l’IPCC, International Panel on Climate Change dell’ONU, abbiamo un decennio per vincolare i governi a scelte energetiche, produttive, economiche, che contengano l’aumento delle temperature entro 1,5 gradi centigradi, prima che il cambiamento climatico diventi incontrollabile e distruttivo. Per la loro vita e il futuro di tutti, si sono mobilitati i giovani di tutto il mondo.
Il nostro obiettivo è che L’Europa entro il 2030 riduca le emissioni di gas serra del 65%, il consumo di energia del 40%, e perché il 45% dell’energia venga da fonti rinnovabili.
Per questo motivo proponiamo un programma di riconversione ecologica con investimenti nelle filiere industriali, dei trasporti, dell’efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili, pari ad almeno il 3% del Pil europeo, che si può finanziare con buoni emessi dalla Banca Europea degli investimenti e sostenuti dalle Banche Centrali Europee. Non abbiamo bisogno di un superministro delle finanze, ma di una capacità di indirizzo e di controllo da parte del Parlamento europeo sull’allocazione delle risorse. In questo modo si può rilanciare l’indispensabile intervento pubblico in economia, per orientarla alla riconversione.
Il Piano interverrà anche per la salvaguardia dal rischio sismico e idrogeologico, coinvolgendo nella progettazione e nella gestione le comunità locali e i territori.
Bisogna impedire i processi privatizzazione, inquinamento e sfruttamento delle risorse naturali, ed all’opposto difendere ed estendere i beni comuni.
Bisogna bloccare le grandi opere inutili e dannose, come la TAV Torino-Lione.
Un nuovo sviluppo e valorizzazione dell’agricoltura vanno perseguiti attraverso una difesa delle biodiversità, quindi opponendosi agli Ogm, difendendo le aree agricole dalla cementificazione, ripopolando le zone rurali interne, valorizzando le produzioni mediterranee.
Contemporaneamente vanno difese le risorse del mare, combattendo l’inquinamento e la pesca eccessiva e incontrollata.

6  Un lavoro e una vita buona per tutt@: 32 ore a parità di salario, salario minimo europeo, reddito di base, welfare.

Il Green New Deal è un piano per la transizione ecologica che creerà nuova occupazione. Ma il salto tecnologico in corso, continuerà a sopprimere posti di lavoro e creare disoccupazione e sottoccupazione, che il sistema non è in grado di compensare come in parte avveniva in passato.
Per questo proponiamo la riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a 32 ore settimanali a parità di salario, modificando la direttiva europea sulle condizioni e gli orari di lavoro, che definisce gli standard minimi da rispettare per tutti gli stati membri.
Il che significa anche rimettere in discussione le controriforme pensionistiche che ovunque in Europa hanno aumentato l’età della pensione.
E’ necessario definire un salario minimo orario a livello europeo, con l’armonizzazione dei contributi, che contrasti i processi di dumping sociale.
Proponiamo inoltre l’introduzione di una “scala mobile” europea, cioè un sistema di indicizzazione automatica dei salari in tutta Europa.
Il lavoro a tempo determinato e altre forme di contratti atipici devono essere l’eccezione e non la regola. Il contratto di lavoro europeo deve essere quello a tempo indeterminato, che garantisca tutti i diritti minimi, da quello alla malattia, alla maternità, alle ferie, al riposo settimanale.
L’obiettivo della piena e buona occupazione non è affatto in contrasto con la necessità di istituire un reddito di base, che garantisca il diritto all’esistenza, e sia fissato al 60% del valore del reddito mediano di ogni paese.
La definizione di standard sanitari, educativi, per il diritto all’abitare, sono gli altri pilastri necessari per un welfare europeo, che non solo blocchi le privatizzazioni in corso, ma riaffermi la responsabilità pubblica nei processi di riproduzione sociale, contrastando la perdurante penalizzazione delle donne e le asimmetrie di genere.

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La sinistra e la battaglia di Atene: questione di vita o di morte

Da il Simplicissimus
#‎Sinistra‬, in ogni caso è evidente che se ci si sottrarrà con una scusa o con un’altra alla battaglia di Grecia, se ancora una volta di fronte a uno snodo storico prevarranno esitazioni, distinguo, illusioni, prudenze di altri tempi possiamo scrivere la parola fine su una lunga storia.

il Simplicissimus

73035110Questione di vita o di morte. Con tutta probabilità la sinistra italiana ed europea si troverà presto di fronte a un possibile momento di svolta che ne deciderà la riemersione o la scomparsa definitiva dopo un lungo coma. Da una parte ci sarà la possibilità di riunirsi attorno a una grande battaglia interna ed esterna contro la finanza globale, dall’altra quella di farsi atrofizzare del tutto da divisioni e pochezza di strategia.

L’occasione sarà data dalla Grecia ( vedi qui) dove probabilmente si arriverà ad elezioni anticipate e dove, sempre che non accadano fatti anomali, Syriza ha buone probabilità di conquistare la maggioranza assoluta o quasi grazie proprio ai premi di maggioranza a suo tempo imposti dalla troika per permettere alla destra di governare indisturbata. Se questo dovesse accadere è evidente che Tsipras, nonostante la moderazione istituzionale e monetaria espressa in questi anni, non si sa quanto tattica o strategica o semplicemente dilatoria, non…

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La sinistra italiana a Firenze con Tsipras, un successo

umbriapost

1506448_1558127281070077_6220626720170393799_ndi red. – La prima delle cinque giornate organizzate da Transform! e dall’associazione Rosa Luxemburg  a Firenze “L’agenda neoliberista e le socialdemocrazie europee” è stata un successo.

La sinistra italiana, a partire dall’esperienza de L’Altra Europa e con la Sinistra Europea come punto di riferimento continentale, torna a dialogare per costruire un percorso autonomo ed alternativo in Europa e in Italia.

All’auditorium di Santa Apol­lo­nia si sono confrontati stu­diosi, sin­da­ca­li­sti, poli­tici, eco­no­mi­sti ed espo­nenti dei movi­menti pro­ve­nienti da tutta Europa. Presenti Nichi Ven­dola e Paolo Fer­rero, Marco Revelli e Alfonso Gianni e anche i due demo­cra­tici “non ren­ziani” Ser­gio Cof­fe­rati e Pippo Civati. Significative le presenze degli europarlamentari de L’Altra Europa Curzio Maltese e Eleonora Forenza.

La pre­senza di Ale­xis Tsi­pras ha rappresntato uno stimolo decisivo per andare avanti, a partire dalla manifestazione del 29 novembre dell’Altra Europa e dallo sciopero generale del 5 dicembre della Cgil per contrastare le politiche europee di austerità…

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Tsipras il 16 a Firenze

transform! italia

In Europa si è ormai affermata da tempo una agenda neoliberista accompagnata dal dogma della austerità. Le destre sono state sicuramente protagoniste di questa svolta conservatrice. Così come le destre populiste, xenofobe ed antieuropee rappresentano oggi una minaccia assai grande. Ma un ruolo significativo di non contrasto o di accompagno di queste politiche è stato svolto anche dalle forze che si richiamano al socialismo europeo. Al punto che sempre più diffusa è la pratica delle cosiddette grandi coalizioni, nominali o di fatto, che presiedono la “governance” dell’Europa e degli Stati e che hanno co-approvato grandissima parte delle scelte di questi anni. Anche il recente voto europeo si è concluso con una ulteriore conferma di queste logiche e con una Commissione che ne è espressione.

Il percorso che in Europa e in Italia stanno compiendo le social democrazie e gli elementi di continuità con il dominio delle politiche di austerità che…

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Solo il 3% alle alluvioni, il resto è una grande opera

La difesa del suolo è stata scon­fitta dai cemen­ti­fi­ca­tori e per que­sto le nostre città sono spaz­zate via dalla furia delle acque. Altro che burocrazia. Per cam­biare verso stanzi dav­vero cifre pari a quelle che regala alle grandi opere e cementificatori vari attraverso d.l. #SbloccaItalia

Sinistra Europea Genova

nocementoDal Manifesto
Solo il 3% alle alluvioni, il resto è una grande opera

— Paolo Berdini, 13.10.2014

Sblocca Italia. Negli ultimi venti anni si sono alterate le regole del gioco economico e della trasparenza in favore della discrezionalità. Il governo Renzi si muove sulle stesse orme

Colto in fla­grante sull’impostazione dello Sblocca Ita­lia che stan­zia 110 milioni per la difesa idro­geo­lo­gica (comma 8 dell’art. 7) e 3.890 milioni per i cemen­ti­fi­ca­tori e asfal­ta­tori d’Italia (comma 1 dell’art. 3), il primo mini­stro Renzi ha richia­mato su Face­book i pila­stri del suo dise­gno di riforma del paese: «Si chia­mano Sbloc­cai­ta­lia, riforma della P.A., riforma costi­tu­zio­nale, riforma della giu­sti­zia, can­tieri dell’unità di mis­sione le prio­rità per l’Italia che vogliamo». In que­sto modo si è dato la zappa sui piedi per­ché le cifre sono quelle che abbiamo ripor­tato: alla sal­va­guar­dia dalle allu­vioni ven­gono desti­nate risorse pari al 3% di quanto si regala alle con­sor­te­rie…

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Papa Francesco domani riceve Tsipras

umbriapost

tsipras3ROMA, 17 SET – Alexis Tsipras, leader del partito di sinistra Syriza, principale forza di opposizione in Grecia, verrà ricevuto domani da Papa Francesco in Vaticano. Lo riferiscono i media greci, affermando che il colloquio toccherà temi quali giustizia sociale, disoccupazione, immigrazione e la crisi in Medio Oriente.

Tsipras, secondo la stampa, sarà accompagnato dal portavoce del partito Panos Skourletis e da Walter Baier, coordinatore della rete europea per il pensiero alternativo ed il dialogo politico ‘Transform!’.

Il quotidiano Kathimerini online, nel riportare la notizia, ricorda come il Pontefice affronti frequentemente il tema della povertà nei suoi interventi.

Tsipras – che ha ripetutamente detto di non essere religioso – ha suscitato polemiche in Grecia quando in agosto ha visitato la ‘repubblica teocratica’ di Monte Athos, la comunità monastica ortodossa autonoma nel nord della Grecia, un passo che secondo molti commentatori intende aumentare il consenso del partito presso gli elettori più…

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Il GUE/NGL contro l’accordo UE-Ucraina

Soldato Kowalsky

Traduzione di servizio del comunicato del Gruppo Confederale della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica (GUE/NGL)

A seguito del dibattito odierno e del voto sull’Accordo di Associazione UE-Ucraina, i parlamentari del GUE/NGL hanno espresso la loro disapprovazione con l’accelerazione del patto e le sue probabili dure conseguenze per il popolo ucraino.

“Critichiamo questa ratifica per molte ragioni,” ha detto il tedesco Helmut Scholz. “Primo, ci è stato detto che questo anno in più servirà per somministrare una terapia shock all’Ucraina, senza nessuna analisi dei costi per la società. Inoltre, il processo di ratifica non è stato discusso o analizzato ne qui ne in Ucraina. Il Parlamento Europeo deve costruire una roadmap per stabilire come far funzionare le relazioni economiche tra UE, Ucraina e Russia.”

Il ceco Miloslav Ransdorf ha detto che la situazione è “catastrofica” e che la Banca Nazionale di Ucraina è “tecnicamente fallita”. Ha anche sottolineato la “chisura delle…

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