Archivi tag: socialismo

Mujica se ne va, il saluto del presidente che ha stupito il mondo

Ex guerrigliero Tupamaro, Mujica era espressione di una sua lista personale, il Movimiento di Participacion Popular, che ha radici marxiste-leniniste e rivoluzionarie, anche se nel momento di entrare in politica ha incorporato personalità dei partiti tradizionali.

5 MINUTI PER L'AMBIENTE

Da oggi il nuovo presidente dell’Uruguay è Tabaré Vazquez, che succede a Pepe Mujica dopo il ballottaggio di domenica. L’ex tupamaro che ha fatto voto di sobrietà lascia dietro di sé una importante eredità ma anche problemi ancora da risolvere.elezioni_uruguay

«Dieci anni di vittorie», così Pepe Mujica ha definito i suoi due turni da presidente dell’Uruguay, prima di lasciare definitivamente il governo del paese al successore uscito dalle urne domenica. Tabaré Vazquez ha stravinto, era già stato presidente prima di Mujica. ll voto in Uruguay è obbligatorio per i 2,6 milioni di elettori (su 3,3 milioni di abitanti) che dopo aver confermato nel primo turno la maggioranza parlamentare alla coalizione di sinistra, sono tornati al voto nel ballottaggio presidenziale scegliendo Vazquez. Lascia la scena, dunque, un personaggio che ha veramente stupito il mondo e che moltissimi ricorderanno per il discorso fatto davanti all’Onu con cui ha condannato lo scempio che si…

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Cuba, Oliver Zamora Oria: «Adesso Obama può togliere il blocco»

il manifesto di Geraldina Colotti
Da Alba Informazione

ALBAinformazione

di Geraldina Colotti – il manifesto

Intervista. A Roma, l’analista cubano esperto in relazioni internazionali

«A Cuba non stiamo tor­nando al capi­ta­li­smo, ma i tempi sono cam­biati e il socia­li­smo dev’essere crea­tivo per affron­tare nuove sfide», dice al mani­fe­sto Oli­ver Zamora Oria. Ana­li­sta poli­tico e scrit­tore, volto noto della Tv cubana, segue in par­ti­co­lare le rela­zioni tra Stati uniti e Cuba. Zamora è in Ita­lia su invito dell’Associazione di ami­ci­zia Italia-Cuba. Lo abbiamo incon­trato alla Sapienza, durante un dibat­tito orga­niz­zato dalla rete di soli­da­rietà Cara­cas Chiama nell’aula occu­pata “Tre Ser­rande”. Attor­niato dagli stu­denti, Zamora risponde alle domande senza ritro­sie. Parla del ruolo dei gio­vani, della demo­cra­zia e delle isti­tu­zioni cubane. «A Cuba e nel resto dell’America latina — dice – gli stu­denti sono il motore del cam­bia­mento: in Cile, le loro mani­fe­sta­zioni hanno inne­scato un grande movi­mento, costruito alleanze con i mina­tori e con altri set­tori col­piti dal neo­li­be­ri­smo, che ha avuto in Cile il suo labo­ra­to­rio più feroce…

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Manifesto per l’autogestione

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Sviluppo Felice

Il documento 4-12-2014

di Bruno Jossa ed Ernesto Screpanti

Alcuni effetti sociali della globalizzazione contemporanea, dall’aumento della disoccupazione, della povertà relativa e della disuguaglianza alla riduzione della quota-salari in quasi tutto il mondo, rendono sempre più evidente che l’accumulazione capitalistica non è in grado di servire adeguatamente la causa della felicità umana. Gli effetti di svuotamento di sostanza delle istituzioni deliberative nazionali sotto la pressione della “sovranità dei mercati” dimostrano inoltre che essa non è in grado neanche di assicurare la libertà individuale e la partecipazione dei popoli ai processi decisionali. Un numero crescente di persone si sta convincendo che il capitalismo va superato se si vuole che l’economia stia al servizio dell’uomo e non viceversa.

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Anomalia istituzionale

Quirinale

-CESARE SALVI-

Bimestre bianco: alle anomalie istituzionali iniziate con il governo Monti si aggiunge una nuova, quella di dimissioni pronosticate, ma non ancora date, dal capo dello Stato. D’altra parte, Napolitano aveva reso chiaro al momento della sua rielezione che si sarebbe dimesso prima del termine del settennato, e i partiti hanno accettato, così come avevano accettato tutte le sue scelte degli ultimi anni, dal governo Monti in poi.

Fatto sta che a una situazione già difficile sul piano politico-istituzionale, come tutte quelle che precedono l’elezione del presidente della Repubblica, ancora una volta i partiti aggiungono problemi.

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E’ cambiato il mondo ma non l’ingiustizia!

SOCIALISMO-ANTONIO TEDESCO-

Mai come oggi, le tradizionali distinzioni del campo politico vengono da più parti contestate, in quanto contrapposizioni che avrebbero ormai fatto il loro tempo. I partiti perdono voti e perdono iscritti e non riescono più ad esercitare un controllo sui propri elettori. Il recente dato sull’affluenza alle regionali è sintomo di grandissima disaffezione verso i partiti. Come sostenuto da Ilvo Diamanti rischiamo di diventare un popolo di apolidi. Scettici. Senza fissa dimora. Privi di fede, patria e comunità.

A crescere elettoralmente sono solo quei Partiti, Movimenti(Lega Nord e M5S), che rinnegano qualsiasi forma di appartenenza politica e sostengono una politica attenta a pescare quotidianamente, in quel che resta del mercato elettorale, più consensi possibili con temi capaci di alimentare rabbia e frustrazione.

Dietro a questo assopimento, alimentato dalla crisi culturale in Italia (vedi la moria delle librerie e delle case editrici e dei giornali, il tasso di abbandono…

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Morales confermato presidente della Bolivia

umbriapost

evo morales“Il Presidente Evo Morales, contadino, sindacalista, cocalero, figlio e interprete del suo popolo dei campesindios, ha ottenuto più del 60% dei voti e con il Movimento al Socialismo ha vinto per la terza volta le elezioni in Bolivia. Con questa grande vittoria, dedicata da Morales a Castro e Chavez e a tutti i popoli che lottano contro il capitalismo e l’imperialismo, avanza grandemente il Socialismo del XXI secolo, quel movimento di trasformazione sociale anticapitalista che vive oggi nell’America Latina la sua primavera. Nel felicitarci con la splendida vittoria di Morales non possiamo che dire: oggi in Bolivia, domani in Europa, il continente dove la follia capitalistica sta facendo regredire la civiltà umana”

Paolo Ferrero

Fabio Amato

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Un sogno di sinistra

Prendete in mano la situazione e perseguite ideali di progressismo, egualitarismo e libertarismo, in nome del bene pubblico. E’ il privato che vi sotterra, è chi detiene la terra vi mette in catene

Forum

Bagno nella vasca, pacchetto di Marlboro, minestrina, scarpe da tennis pulite e allacciate, blue jeans e giacca: sono alcuni degli elementi che Giorgio Gaber, cantautore del secolo scorso, assegnava alla “Destra” in una delle sue più celebri canzoni. Al contrario, doccia, contrabbando, minestrone, concerti allo stadio, blue jeans senza giacca, collant stanno tutti a “Sinistra”. Chiunque conosca almeno minimamente il carisma di Gaber può sentir risuonare – non lo si può negare –  un’eco piuttosto politicizzante nel suo testo. Anche se poi, inevitabilmente, sorge spontanea una domanda: ma destra e sinistra, di cui tanto parla, che cosa sono?
Non è molto chiaro. Stili di vita, si potrebbe dire. Insomma, molto spesso è facile, quasi naturale, guardare una persona nel volto, nell’acconciatura o nell’abbigliamento e dire frasi del tipo “Ha addosso una gran puzza di destra”, “Ha la faccia di sinistra” o addirittura “Mangiabambini, quello è un comunista!” o “Sporco  fascista!”.

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